I Dolmen e i Menhir del Salento

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I Dolmen e i Menhir del Salento

Altari, tombe, luoghi di cerimonie magiche, o epicentri che propiziano la fertilità?

Che cosa sono o che cosa sono stati i dolmen e i menhir in Europa, e che si sono sviluppati maggiormente in Puglia? Per molti non sono un ornamento, ma una beatificazione.

In Puglia ve ne sono 102, così suddivisi, circa 79 menhir e 23 dolmen. Ma che cosa sono queste pietre (dal bretone menhir significa pietra lunga) e chi le ha erette?
Queste pietre sono alte da una ottantina di cm a un paio di metri, alcuni megaliti pugliesi ragggiungono la cifra di 5 metri.

Piantati nella terra, seguono un certo ordine. Alcune teorie parlano di eventi astronomici utili per registrare i movimenti, il tempo e i cicli astrali e verificare le varie inziiative degli uomini.

I dolmen, rispetto ai menhir, sono giunti un po’ più tardi. Si pensa che abbiano due diversi funzioni: o funerari o sacrificali. Secondo un’altra teoria, sia i dolmen che i menhir aiutano nella fertilità.

In Puglia, sia i dolmen che i menhir, si sono cristianizzati all’inizio del XX secolo, mentre i menhir sono stati distrutti da coloro che li hanno usati per gli scopi più vari, mentre altri si sono spostati dalla location originale.

Altre leggende tratte da Apuleio fanno riferimento al ciclo bretone, da cui il loro nome ha origine. Alcuni dolmen nella provincia di Taranto, a Bisceglie e Cisternino sono stati dedicati per secoli ai cavalieri della Tavola Rotonda.

Nell’archivolto dei leoni, nella Basilica di San Nicola a Bari, vi sono sculture che richiamano l’area bretone. Nella cattedrale di Oria è dipinto il re Arturo.

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