I Droni killer di Obama: la Nato limiterà i raid

Roma

I Droni killer di Obama: la Nato limiterà i raid

Gli Stati Uniti giustificano l’uso dei Droni killer in Pakistan con la scusa che l’America deve difendersi da chi lo attacca; questo secondo le parole del segretario alla difesa Leon Panetta. Sempre secondo lui i paskitani dovrebbero capire che gli americani sono lì per il loro bene ( la solita vecchia storia). Intanto i droni volteggiano sulle teste dei cittadini, teleguidati da una distanza di 10mila km circa per colpire i terroristi nascosti. Di parere opposto invece l’alto commissario Onu per i diritti umani Navi Pillay che, dopo essersi recato personalmente sul luogo ,in riferimento agli attacchi di droni (ogni 4 giorni), ha detto: “provocano uccisioni indiscriminate di civili, che costituiscono una violazione dei diritti umani”. Importante sottolineare tra l’altro che gli attacchi sono condotti al di fuori dei controlli civili e militari. Immediata la risposta di Obama, per lui gli attacchi “non provocano grosse perdite di civili, vengono mantenuti sotto strettissimo controllo”. Abbiamo del resto già parlato della Kill list del presidente e della sua macchina di morte occulta, le sue parole convincono solo i buontemponi.

Sappiamo che tutte le settimane viene stilata una lista di persone considerate nocive per gli Usa e per i suoi interessi , in cui i cattivi, terroristi e fiancheggiatori, vengono segretamente condannati a morte, poi si tiene una burocratica videoconferenza allestita dal Pentagono, cui partecipano oltre 100 responsabili per la sicurezza, i quali di volta in volta tolgono via le schede dei “rimossi” e aggiungono quelle dei nuovi, in una sorta di gioco sociale per adulti; spetta poi a Obama approvarla o meno( si tratterebbe di una questione morale) soprattutto quando insieme al bersaglio si potrebbero coinvolgere anche i familiari. Dopo l’ok del presidente, un killer a distanza( ricorda i burocrati delle SS, ma anche un teen-ager che gioca alla Playstation), lancia il missile che colpirà il rifugio del terrorista, senza macchiarsi le mani e senza vederne figli agonizzanti. Il punto è che nonostante la crisi mondiale, si spende sempre di più per costruire droni sofisticatissimi, uno addirittura a propulsione nucleare, che potrebbe volare per mesi, o un piccolo drone Kamikaze in grado di esplodere direttamente sull’obiettivo, il tutto mentre la Nato dichiara che saranno limitati gli attacchi aerei contro i Talebani nascosti in zone residenziali per limitare vittime tra i civili.

Gli unici gioire sono i costruttori di armi: il Pentagono ha deciso di incrementare la sua flotta del 30%, spendendo ben 32 miliardi di dollari, anche l’Italia parteciperà , con un investimento di 4 miliardi di dollari per 5 droni da collocare alla base Nato di Sigonella

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