I luoghi abbandonati ripopolati da animali

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I luoghi abbandonati ripopolati da animali

Chissà se ogni tanto salta in aria qualche pinguino.

Di luoghi abbandonati riconquistati dalla vegetazione ne abbiamo già visti una quantità infinita. Non passa molto tempo infatti prima che la natura inizi a riprendersi quello che una volta era suo. Ma in alcuni casi, nuovi inquilini possono prendere il posto delle persone che hanno abbandonato quegli edifici. E non sempre sono esseri umani.

Abbiamo preparato una gallery per esplorare alcuni luoghi in cui la popolazione animale ha sostituito quella umana. Alcuni di questi sembrano usciti da una fiaba, ma sono tutti veri.

New World Mall (Bangkok, Thailandia)

Nel 1997, il governo di Bangkok costrinse il New World Mall a chiudere a causa dell’infrazione di parecchie norme sulla regolamentazione delle costruzioni. Il gigantesco centro commerciale rimase abbandonato per un paio d’anni, finchè un incendio non causò il crollo del tetto e la stagione delle piogge lo riempì di acqua piovana. Con il tipico clima thailandese, il posto divenne presto una fonte di impressionanti sciami di zanzare. La soluzione?

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Il complesso allagato fu riempito di pesci gatto. I pesci si trovarono incredibilmente a loro agio in mezzo a tutto quel cibo, e presto si moltiplicarono fino a riempire ogni angolo del palazzo. Oggi il centro commerciale è una grande attrazione turistica, e una bella storia da raccontare per la popolazione locale.

Falkland

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Le isole Falkland hanno avuto una storia tragica, martoriate dalla guerra del 1982 tra Argentina e Regno Unito. Il conflitto ha devastato pesantemente le isole, e ha avuto effetti tragici sugli animali. Oggi i pinguini le hanno ripopolate, sfruttando luoghi in cui i militari non osano entrare.

Kolmanskop (Namibia)

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Una volta, in questo luogo, c’era una miniera di diamanti. E la gente scavava, e costruiva piccole casette in cui dormire. La miniera si è esaurita, e la gente è andata a cercare fortuna altrove. E qualche cavallo ne ha approfittato.

Zona Demilitarizzata (al confine tra Corea del Sud e Corea del Nord)

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La Zona Demilitarizzata è, ironicamente, il confine più armato del mondo. Largo quattro chilometro e lungo 248, questa striscia di terreno è completamente disabitata, per ovvie ragioni. E oggi è una riserva naturale “involontaria”, popolata soprattutto da migliaia e migliaia di uccelli, gli unici liberi di andare e venire a piacimento.

Redbird Reef (Delaware)

Cosa fare con i vagoni della metro che vengono sostituiti da quelli più moderni? È quello che si è chiesto l’amministrazione di New York qualche tempo fa. E la risposta è stata: gettiamoli in mare.

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Non è un caso di cattiva gestione però. Nel 2001, l’amministrazione dei trasporti ha lanciato un progetto per usare i vagoni come base per una barriera corallina artificiale al largo di Slaughter Beach, Delaware. Gli anfratti e i tubi delle vetture sono l’habitat ideale per alghe e pesci, e i risultati sono stati immediatamente straordinari.

Salo (Finlandia)

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Questa è la casa di Kai Fagerströmche, rinomato fotografo dal nome impronunciabile. Lasciata a se stessa per anni dopo che lui si è trasferito, oggi ospita una colonia di scoiattoli che si riparano dal freddo.

Isola di Okunoshima (Giappone)

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大久野島 è un’isola appartenente al governo giapponese dalla storia macabra. Ufficialmente terreno coltivato, era in realtà usata nel periodo tra le due guerre mondiali per produrre gas tossici in segreto, di nascosto dalla Convenzione di Ginevra che li aveva proibiti sul campo di battaglia. Oggi l’isola è popolata quasi unicamente da conigli, che ricoprono il territorio a valanga.

Pripyat (Ucraina)

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Di Pripyat avevamo già parlato in questo articolo sul disastro di Chernobyl. La cittadina, spopolata dopo la tragedia della centrale nucleare, resta un guscio vuoto coperto dalla vegetazione. E in mezzo a tutto questo abbandono, sono stati gli animali a ripopolare le terre irradiate.

Isola di Año Nuevo (California)

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Una vecchia stazione della guardia costiera è stata trasformata in santuario per gli animali marini, soprattutto foche. E l’edificio, dismesso dopo la seconda guerra mondiale, ha finalmente trovato il suo nuovo scopo.

Lago Aral (Asia)

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Il lago Aral sembra uno di quei posti che escono direttamente da un videogioco postapocalittico. Il bacino, una volta il quarto lago più grande del mondo, è stato completamente prosciugato dal cambiamento climatico. Oggi lascia questa impressionante immagine di possenti imbarcazioni arenate nel deserto. E di cammelli, che le utilizzano per procurarsi un minimo d’ombra.

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Una volta qui la gente pescava.
Una scena che ricorda gli uccelli di Hitchcock. E qualche foca.
Una carica di conigli giapponesi.
"Ildebranda, quei mariuoli ci hanno di nuovo rotto un vetro!"
Questo è il risultato dopo solo cinque anni. Col tempo, si creerà un vero e proprio habitat.
I soldati coreani fanno la guardia agli uccelli. No, non è vero. Ma a noi piace pensarlo così.
Chissà se hanno ognuno la sua stanza.
Chissà se ogni tanto salta in aria qualche pinguino.
La pescheria è al piano terra.
Cani randagi che giocano davanti alle rovine.

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