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I mercati finanziari mondiali e i Cigni neri. Chi vincerà?
Economia

I mercati finanziari mondiali e i Cigni neri. Chi vincerà?


I cicli economici si dividono in 4 fasi: surriscaldamento (2007), rallentamento e contrazione (2008/2009) e ripresa (2010 ed a seguire).
Nel corso del 3° trimestre dell’anno 2009, l’indicatore “Cycle Cloch” è passato da una fase di contrazione al ciclo di ripresa. Un indicatore importante è l’indice della produzione manifatturiera americana (ISM): sopra al 50% indica un’espansione della produzione che genera crescita e benessere economico, sotto 50% indica discesa e sotto il 45% recessione.
Questo indicatore ora si è assestato a 61,4 punti percentuali ed è tornato sopra il 50% nel settembre 2009. Sono, quindi, già 19 mesi che l’America cresce, allontanandosi dalla profonda crisi depressiva del 2008 – la più violenta crisi che gli operatori economici abbiano mai conosciuto nel recente passato, che ha fatto crollare questo indicatore al 32,40% (2 gennaio 2009), mai sceso così in basso in precedenza. e superiore a quella recessiva del 2001/2002.
Ciò si noti, accadeva negli anni del rischio terrorismo e del crollo delle Torri Gemelle di N.Y., evento carico di significato simbolico anche nel contemporaneo sistema dei mercati finanziari, divenute simbolo con il loro crollare maestoso e memoria visiva di una crisi dei mercati produttivi e, di conseguenza, della riduzione dei fatturati e degli utili aziendali che provocarono una forte riduzione dei valori/corsi delle azioni.
All’interno delle Torri vi erano le sedi di alcune delle più importanti Investment Bank americane ed anticiparono simbolicamente anche il “crollo” del mercato immobiliare americano.
Dopo le crisi del 2001/2002, abbiamo assistito ad una ripresa globale dell’economia e del “sistema paese mondiale” ed il ciclo 2003/2007 ha segnato cinque anni di positività delle economie e, di conseguenza, degli investimenti, trascinati al rialzo sia dalla forte espansione dei paesi emergenti con Cina, India, Brasile e Russia a fare da locomotiva, sia dal rialzo “strutturale” delle materie prime che, storicamente, hanno cicli di crescita ventennale (2000/2020).
Tra il mese di maggio e quello di dicembre 2007, abbiamo via via annotato i massimi storici dei mercati azionari: Maggio/Italia – Luglio/Europa – Ottobre/America – Dicembre/Paesi Emergenti e le Materie Prime.
Numeri supportati da numeri: il 2 gennaio 2008 veniva diffuso l’indice ISM relativo al dicembre 2007: il dato riportava 47,7 punti percentuali e questo indicatore, che è il più affidabile nell’anticipare l’evoluzione del ciclo USA, si era posizionato su livelli che in passato hanno spesso segnalato l’instaurarsi di condizioni recessive,”bucando” la soglia di positività del 50%.
Come detto tale indice è molto significativo, poiché sembra in grado di segnalare con precisione l’ingresso e l’uscita dell’economia da una fase recessiva, e le conseguenze le abbiamo vissute nel corso della peggior recessione del dopoguerra, che ha minato l’essenza stessa del nostro sistema finanziario, causando il “quasi-crollo” delle banche internazionali ed il fallimento di Lehman Brothers.
Ritornando ad oggi, la robusta crescita dell’economia si accompagna ad una ripresa inflattiva – per ora sotto controllo – ma in rialzo.
La solidità del ciclo economico genera rialzi diffusi degli utili delle azioni.

Il trend dei tassi americani ed europei scontano già un lento rialzo. Le materie prime hanno raggiunto valutazioni elevate e continueranno a crescere nei prossimi anni. L’Euro sta riacquistando solidità.
La crescita accelera nelle economie avanzate, mentre Cina ed India mostrano segnali incerti di un ridimensionamento della dinamica espansiva.
La fase macroeconomica può quindi dirsi in espansione robusta, la fase microeconomica evidenzia una stagione di utili USA crescenti con risultati al di sopra delle aspettative, il che induce ad essere positivi sulle azioni con la possibilità di sovrappesare l’equity USA.
Nel corso del 2011, la fase di ripresa del ciclo economico evidenzierà una “rigenerazione americana”, che porterà benefici agli investitori. La novità per ora è costituita dall’indebolimento della performance dei mercati azionari emergenti.
Se i quadri micro e macro risultano positivi ed improntati ad una crescita robusta, dovremmo comperare azioni, scegliendo tra le molte società quotate che distribuiscono sostanziosi dividendi, ma i mercati finanziari convivono e riflettono, ancorché non sempre con continuità, gli avvenimenti continui, ed a volte destabilizzanti, che costituiscono il “quadro esogeno” e gli eventi inaspettati ed incontrollabili che Nassim Taleb chiama il “cigno nero”, come l’improbabile che governa la nostra vita.
Attraverso il suo libro, Taleb, ci spiega se si poteva prevedere il crollo dell’11 settembre, o quello di Wall Street; o, ancora, se potesse essere previsto il successo di Google.
Ecco quindi che sulla positività dei mercati e delle economie – ove non si vedevano barriere ed ostacoli all’ottimismo in merito alla crescita dei mercati azionari – si innestano due eventi straordinariamente “forti ed importanti”: le rivoluzioni Nordafricane ed il violentissimo terremoto e tsunami in Giappone con il loro portato di danni e rischio nucleare.
Se il primo tra questi eventi poteva essere atteso – troppi “regimi dittatoriali” dominavano ricchezze immense di materie prime – il terremoto arreca gravi danni alla terza economia mondiale.

Proprio gli “eventi esogeni” possono modificare il “sentiment degli investitori” .
L’esperienza mi porta ad affermare che dopo una prima fase di sgomento che genera aesa e negatività; esiste la possibilità che tali eventi possano addirittura costituire delle opportunità: in Africa una nuova prospettiva di democratizzazione del sistema con la possibilità di aprire nuovi mercati di consumo e di investimenti e per il Giappone dopo anni di “deflazione” una spinta fortissima alla ricostruzione ed al rilancio dell’economia su nuove prospettive. Vedremo! e tuttavia credo che in breve tempo il miglioramento della ripresa economica prevarrà sui due “cigni neri” che ora “disorientano e generano aspettative e prudenza”. Io, malgrado questi fattori esogeni, resto positivo sul mercato azionario e ripeto che questa potrebbe essere un’ottima occasione per acquistare a prezzi interessanti.
Milano, 15 marzo 2011
(Giorgio Rota, laureato in economia e sociologia, master Bocconi; lavora dal 1977 al 1998 presso primarie banche italiane, dal 1998 è libero professionista, consulente specialista in finanza, economia e mercati.

Attualmente lavora come “advisor client” presso una primaria banca internazionale.)
cgrota@gmail.com

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