I misteri dei pericolosi supervulcani

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I misteri dei pericolosi supervulcani

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I “supervulcani”. Non è il titolo di una serie tv, ma il nome coniato dai media ed accettato anche dalle comunità scientifiche, per descrivere quei vulcani che eruttano decine di migliaia di chilometri cubi di lava in poche ore. Limitate per fortuna, ma terrilbili eruzioni, a livello 8 della scala Vei (indice di misura dell’esplosività vulcanica), come ci racconta il vulcanologo Gianfilippo De Astis dell’ INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia), che provocando lo svuotamento della camera magmatica causano un collasso vulcanico e lasciano una “caldera”, grande depressione superficiale. La causa di queste eruzioni così violente è sconosciuta e impossibile da prevedere, la più grande è avvenuta a Sumatra, sul Monte Toba, circa 74.000 anni fa versando sul terreno 2800 chilometri cubi di magma e ricoprendo l’Asia meridionale con uno spesso strato di cenere. I supervulcani più conosciuti sono l’americano parco di Yellowstone e gli italiani Campi Flegrei che comprendono parte della città di Napoli, le isole vulcaniche di Procida e Ischia e laparte nord-occidentalre del Golfo di Napoli.

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