I Nobel italiani per la letteratura COMMENTA  

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Ogni anno, l’Accademia reale svedese delle scienze assegna i premi Nobel. Nell’ambito letterario, l’Italia ha potuto dare diversi nomi, prima come Regno di Italia e poi come stato italiano.

Il primo, nel 1906, fu Giosuè Carducci “non solo in riconoscimento dei suoi profondi insegnamenti e ricerche critiche, ma su tutto un tributo all’energia creativa, alla purezza dello stile ed alla forza lirica che caratterizza il suo capolavoro di poetica”. Vent’anni dopo fu la volta di Grazia Deledda “per la sua ispirazione idealistica, scritta con raffigurazioni di plastica chiarezza della vita della sua isola nativa, con profonda comprensione degli umani problemi”.

Premio Nobel per la letteratura del 1934 fu Luigi Pirandello “per il suo coraggio e l’ingegnosa ripresentazione dell’arte drammatica e teatrale”.
Il primo Nobel dello stato italiano arriva nel 1959 con il nome di Salvatore Quasimodo “per la sua poetica lirica, che con ardente classicità esprime le tragiche esperienze della vita dei nostri tempi”. Passano quasi quindici anni, e Eugenio Montale vince il premio nel 1975 “per la sua poetica distinta che, con grande sensibilità artistica, ha interpretato i valori umani sotto il simbolo di una visione della vita priva di illusioni”.

Con la motivazione “seguendo la tradizione dei giullari medioevali, dileggia il potere restituendo la dignità agli oppressi”, l’Accademia reale delle scienze assegna il premio Nobel a Dario Fo nel 1997.

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Sei nomi dunque, sei esponenti italiani premiati sia per la propria capacità letteraria che per aver saputo rappresentare la situazione italiana del periodo in cui sono vissuti.

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