I più insonni d’Europa sono i polacchi

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I più insonni d’Europa sono i polacchi

Insonnia. Per definizione tecnica, si tratta dell’incapacità di addormentarsi (o, assai più spesso, di riaddormentarsi) sebbene si abbia bisogno fisico di riposo.

Nella gran parte dei casi, i motivi sono di origine psicologica e possono essere accumulati tutti nell’enorme bidone con la generica dicitura ‘stress’. Preoccupazioni, in altre parole, che a volte di amplificano non appena ci si distende e, a fare compagnia, restano il buio e il silenzio della notte.

Era un insonne disperato, forse cronico, Frank Kafka, che, tanto per confermare la diffusa opinione medica secondo cui non dormire guasta la salute e finisce per accorciare la vita, morì all’età di anni 41 per complicazioni legate alla tubercolosi di cui era malato.

L’elenco di artisti e personaggi famosi che, per varie ragioni, soffrivano di questo disturbo sarebbe lunghissimo: Balzac riusciva a lavorare pressoché solo di notte, Hemingway amava talmente tanto scrivere e ubriacarsi da dormire il meno possibile, per evitare di perdere tempo prezioso, Vladimir Nabokov, l’autore di Lolita, non dormiva e basta, quasi mai.

Non di meno, pure la gente comune, seppure priva del genio vivace dell’artista, soffre di insonnia.

Secondo alcuni studi, anzi, la percentuale di persone che si lasciano travolgere dai pensieri notturni al punto da non riuscire più a prendere sonno sarebbe in forte aumento.

La rivista L’Internazionale, riprendendo i risultati di uno studio condotto dall’International Journal of Public Health, ha pubblicato alcuni dati circa la diffusione dell’insonnia fra le persone oltre i cinquant’anni in 16 paesi europei (con un campione di circa 55 mila persone).

Stando a quanto pubblicato, i più insonni d’Europa sarebbero i polacchi, che vanterebbero il triste primato di un 31.20% di persone affette da problemi di insonnia.

Problemi di clima, collocazione geografica, caratteristiche culturali? Forse, ma, per trovare una spiegazione, bisognerebbe davvero inventarsi qualcosa di raffinato, perché, al secondo posto, risulterebbero esserci i portoghesi con una percentuale di poco inferiore (29.8%), seguiti da francesi (28%) e tedeschi (26.70%).

Le geografia dell’insonnia sembra non risentire di condizionamenti esterni, accomunando lingue, culture e collocazioni molto diverse fra loro.

Chi sta meglio degli altri sono, almeno per una volta, gli italiani, i quali – quei dormiglioni – sono tormentati da problemi di insonnia solo nella misera percentuale del 16.60%.

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