I politici nel mirino: sparatoria a Palazzo Chigi

Cronaca

I politici nel mirino: sparatoria a Palazzo Chigi

Luigi Preiti voleva colpire i politici e probabilmente non puntava solo a ferire ma a uccidere. Sono shoccanti le prime parole del 49 calabrese che, nel giorno del giuramento del nuovo governo a Palazzo Chigi, ha esplodo diversi colpi di arma a fuoco ferendo tre persone, tra le quali due carabinieri, uno ancora ricoverato in prognosi riservata. Il brigadiere Giuseppe Giangrande è stato infatti raggiunto al collo da un colpo di arma da fuoco esploso a distanza ravvicinata.

Preiti è stato immobilizzato e arrestato poco dopo e, nel corso dell’interrogatorio, ha spiegato che pianificava l’attacco da circa 20 giorni con un piano preciso, “uccidere i politici”. Nella giornata di oggi verrà confermato il suo fermo, con l’accusa di tentata strage. L’uomo aveva con sè ben 50 proiettili, 7 dei quali nella calibro 7.65, aquistata quattro anni prima a Genova, con i quali ha ferito due membri delle forze dell’ordine e una donna incinta.

“Volevo colpire i politici – ha raccontato Preiti ai magistrati – perché non ci aiutano, siamo nei guai e loro non fanno nulla”.

Quando ha capito che non sarebbe riuscito nel suo intento ha puntato l’armma da fuoco contro i carabinieri. Preiti ha anche aggiunto che era nelle sue intenzioni togliersi la vita.

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