I pro e i contro dei farmaci generici COMMENTA  

I pro e i contro dei farmaci generici COMMENTA  

Il Governo ha cercato di promuovere l’utilizzo dei farmaci generici, perché sono meno costosi dei medicinali di marca, per il cittadino e per il Servizio sanitario. Salvo alcuni casi specifici, sulla ricetta il medico deve obbligatoriamente indicare il principio attivo, e non più soltanto il nome commerciale del farmaco. Le prescrizioni di farmaci che riguardano cure croniche già in corso restano invariate, in quanto un cambiamento può facilmente determinare confusione.

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Una ricetta con il solo principio attivo invita il farmacista a fornire a chi la presenta il medicinale con il prezzo più basso fra quelli con la stessa sostanza, senza costi aggiuntivi per il cittadino. Quando esistono sul mercato diversi generici di pari prezzo, il farmacista potrà scegliere uno di essi, rispettando la preferenza dell’assistito.

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Chi presenta la ricetta può comunque chiedere il farmaco più costoso, di marca o non, pagando al farmacista la differenza di prezzo con il medicinale meno caro disponibile. Il medico può scegliere anche di indicare, oltre al principio attivo, il nome commerciale del farmaco, o di marca o di uno specifico generico. Questa indicazione, però, non è vincolante per il farmacista, che può proporre all’assistito l’eventuale farmaco generico di prezzo uguale o inferiore rispetto a quello indicato dal medico sulla ricetta. Spetta al cliente scegliere.


Il medico ha anche la possibilità di scrivere sulla ricetta, oltre al principio attivo e al nome del farmaco, l’indicazione “non sostituibile”, motivandola brevemente. In questo caso il farmacista non può sostituire il farmaco. In questo caso, se il farmaco indicato dal medico non è il più conveniente, toccherà all’assistito pagare la differenza di prezzo. Qui diventa importante il rapporto medico-paziente. E’ bene, cioè, che il medico spieghi al proprio assistito il perché della scelta, un discorso che valeva anche prima, ma che ora è fondamentale.

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Il punto di vista dei medici: dopo un’iniziale momento di diffidenza, la maggior parte dei medici è ormai convinta, dopo dieci anni ormai dall’immissione sul mercato, che i farmaci generici sono del tutto simili agli originatori. Secondo i dati diffusi ultimamente dall’Aifa con il rapporto Osmed relativo ai primi nove mesi del 2012, il 40% dei farmaci acquistati in convenzione con il Servizio Nazionale è di tipo generico.

Il punto di vista dei farmacisti: la nuova prescrizione potrà dare un ulteriore spinta alla diffusione dei farmaci generici. Il percorso non è automatico, ma sicuramente un grande aiuto viene dalla comunicazione.

Il punto di vista dei consumatori: si tratta di un’innovazione positiva, perché si sollecita un atteggiamento più consapevole dell’assistito nei confronti delle cure che gli vengono prescritte. In definitiva, viene ad essere favorito un miglior rapporto con i medici e i farmacisti.

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