I segreti del monastero di Collegno

Torino

I segreti del monastero di Collegno

Correva l’anno 1700 e il Monastero dei Certosini di Collegno, costruito a metà del 1600, grazie alla magnificienza di Madama Reale iniziava a gestire una preziosa spezieria. Qui operò fra’ Giovanni Antonio da Racconigi che tra il 1748 e il 1749 catalogò ben 570 erbe in un librone ingiallito e privo di un angolo rosicchiato da un topolino ed emana un vago profumo di erbe essicate. E’ Herbarium un autentico tesoro ai più oggi sconosciuto e si trova ancora a Collegno dove è stato realizzato. In questo tomo, diventato in breve tempo famoso, tanto per la rarità di quanto raccolto quanto per la descrizione dei portentosi rimedi delle piante. Un lavoro certosino, perchè le erbe essicate conservano ancora i colori originali, una testimonianza, oggi, d’usi coltivati e rimedi dell’epoca. Il tomo rimase nella farmacia della Certosa poi diventata parte integrante del manicomio e quindi gestita da privati e dalla famiglia Gussoni in particolare.

Ora l’erbario è di Emanuele, vedovo di Valeria Viziano Gussoni, ha una curatrice volontaria che sta cercando di farlo conoscere. Sembra che finora va detto, nessuno botanico abbia decifrato tutte le parole vergate e le abbia confrontate con i saperin d’oggi.Esistono piante andate perdute? Difficile dirlo. Basta aprire il volume per trovarsi nel passato e scoprire che la genista spinosa macerata e immersa per in giorno nell’acqua curi i dolori alle ginocchia; halimus vulgaris favorisce l’aumento del latte alle donne che hanno partorito e l’agnus cactus agisce sugli ormoni femminili e attenua la sindrome della menopausa.

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