Allergia al mais: cos’è, sintomi e soluzioni

Salute

Allergia al mais: cos’è, sintomi e soluzioni

L'allergia al mais, negli ultimi anni, sta diventando sempre più comune. Conosciamo meglio questo alimento e come gestirne l'intolleranza.

Il mais è un alimento molto popolare, ma pochi ne conoscono a fondo proprietà e benefici. Nonostante questo, è diventato anche un allergene tra i più comuni. Conosciamolo meglio.

Cos’è il mais

La definizione botanica di mais è Zea Mays L., appartiene alla famiglia delle Graminacee. Alimenti della stessa famiglia, alla base dell’alimentazione mondiale sono riso, avena, frumento, orzo, segale, miglio.

Origini

Questo cereale, proveniente dal Sud America, costituiva per le popolazioni precolombiane un alimento fondamentale e insostituibile non solo come alimento ma anche nei rituali divinatori previsti dal calendario astronomico. Non sappiamo precisamente se sia stato portato in Europa con le esplorazioni di Colombo o sia frutto di scambi commerciali scandinavi.

Sappiamo comunque che la sua coltivazione si estese rapidamente in tutta Europa. Il mais, infatti, è una pianta resistente e adattabile ai climi temperati. Non necessita di grande quantità di acqua, non impoverisce il terreno ma lo lascia fertile per la rotazione di altre coltivazioni.

Tutto questo favorì la sua diffusione anche in Italia, soprattutto nella Pianura Padana e per le popolazioni contadine divenne un alimento sostanziale.

L’uso esclusivo della sua farina però provocò loro carenze vitaminiche tali da favorire l’insorgere della pellagra tra la popolazione.

Tipologie

Ne esistono diverse varietà:

  • quello giallo, la varietà più diffusa in Europa;
  • il mais arlecchino, la cui spiga presenta chicchi di colore variegato;
  • la variante rossa, coltivata in Perù, usata sia nell’alimentazione che come colorante;
  • il mais bianco, diffuso nelle pianure venete.

Proprietà e benefici

Il mais è un alimento molto energetico, ma anche altamente digeribile.

Principi nutritivi

Questo cereale contiene sali minerali (ferro, potassio, fosforo), fibre, vitamine (acido folico, la B6, la C) e nel contempo pochi grassi saturi. È inoltre un alimento senza glutine, quindi ideale per chi soffre di celiachia e anemia.

Utile per le donne in gravidanza, in fase di allattamento e svezzamento. Combatte la stitichezza, aiuta a tenere bassi i livelli di glicemia e di colesterolo nel sangue.

Utilizzi alimentari

Oggi, il mais viene utilizzato non solo sotto forma di chicchi e farina, ma anche come olio e amido.

Può essere tostato, bollito, cotto al vapore, alla brace. Trasformato nei classici corn flakes oppure diventare uno degli snack più amati, ovvero il famoso pop corn. Non possiede un elevato apporto calorico, quindi si accompagna bene alle diete, in particolare in sostituzione del pane.

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Strumento di cosmesi

Sotto forma di olio e amido, il mais possiede insospettabili qualità cosmetiche. La farina di granturco, infatti, aggiunta ad altri ingredienti, è ottima come deodorante naturale, crema per le mani, scrub e maschera per il viso, crema anti brufoli.

L’olio di semi di mais è ottimo per massaggi, per contrastare le smagliature.

Come ingrediente naturale per prodotti doposole e saponi risulta utile anche come base di creme per pelli secche e sensibili. Utile per migliorare l’aspetto di epidermide e capelli, contrasta i radicali liberi responsabili dell’invecchiamento cellulare.

Allergia al mais

L’allergia al mais è dovuta probabilmente alla sua diffusione e alla raffinazione della sua farina. Quasi il 70% dell’apporto calorico della popolazione occidentale moderna deriva unicamente da tre prodotti alimentari: mais, frumento e soia e loro derivati.

L’apporto corretto dovrebbe essere sotto il 10%. Da qui è facile pensare da dove derivino i nostri problemi di salute e di sovrappeso. La soia, il grano ed il frumento, venendo assunte in quantità eccessiva dal nostro organismo, sovraccaricano il sistema digestivo con il risultato di generare squilibri più o meno gravi.

Non pensiamo solo al loro consumo diretto. Come vengono alimentati gli animali d’allevamento (polli, mucche) se non principalmente con soia e mais di scarsa qualità? Anche così essi entrano a far parte della catena alimentare e di conseguenza, finiscono nel nostro corpo tramite la carne, il latte, le uova.

Il sistema digestivo delle mucche è progettato per digerire erba e foraggio.

Questi animali vengono, però, principalmente alimentati con mais. Questo cosa comporta? Gli animali si ammalano e vengono curati con medicinali che entrano anche quelli nel nostro corpo. Stesso discorso vale per i polli e incredibilmente anche per i pesci di allevamento. Quindi anche animali che per natura dovrebbero avere una dieta varia, vengono alimentati spesso in modo simile.

Oggi, quindi, la coltivazione e l’allevamento intensivo e l’eccessiva raffinazione delle materie prime, danno vita a prodotti di cui spesso non viene garantita qualità e tracciabilità.

Bisogna fare molta attenzione nel leggere le etichette, fornirsi possibilmente tramite una filiera diretta, cercare di alimentarsi tramite prodotti che rispettino la sostenibilità del territorio di origine. In una società moderna e globalizzata purtroppo questo non sempre risulta accessibile.

Sintomi

I sintomi di una possibile allergia al mais non sono sempre uguali, possono anzi variare molto da individuo a individuo. Quelli più comuni spaziano da orticaria, gonfiore, naso chiuso e gocciolante, asma, problemi gastrointestinali come la IBS, sindrome dell’intestino irritabile, dolori articolari.

Anche un semplice contatto con prodotti a base di mais può generare prurito o formicolio in bocca.

I sintomi più insoliti dell’allergia al mais possono includere, invece, depressione, stanchezza, eczema, sbalzi d’umore, difficoltà di concentrazione, crisi respiratorie, gola gonfia e disturbi del sonno. Coloro che soffrono di allergie gravi possono incorrere anche in uno shock anafilattico.

Cosa fare in caso di allergia

In presenza di sintomi come quelli sopra elencati, la prima cosa da fare è rivolgersi ad uno specialista che prescriverà una serie di accertamenti tra cui esami del sangue e prove allergiche, necessari per produrre una corretta diagnosi.

Se si risulta effettivamente soggetti ad un’allergia al mais, bisogna innanzitutto cambiare le proprie abitudini alimentari, eliminando il mais ma anche i suoi derivati, come lo sciroppo di mais e maltodestrina. Essendo questi alimenti presenti in molte preparazioni industriali, non sempre risulta semplice individuare prodotti che ne siano effettivamente privi.

In questo senso potrebbe essere utile rivolgersi ad un nutrizionista e tenere un diario che aiuti ad individuare il regime alimentare più corretto e a metterlo in pratica quotidianamente.

In definitiva il mais è un alimento che, se utilizzato correttamente, può portare grandi benefici al nostro corpo. Bisogna però stare attenti ad un suo eccessivo consumo e alle eventuali allergie che da questo posso scaturire.

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