I Toscani sopravvissuti della Concordia

Firenze

I Toscani sopravvissuti della Concordia

Costa Concordia
Costa Concordia

Molti i Toscani in crociera sulla Concordia, che sono scampati alla morte grazie ai soccorsi e un pò di fortuna. Dalle loro parole si evince tutta la paura e il panico dei momenti vissuti sulla nave.

Momenti di panico sono stati quelli vissuti da un’intera famiglia di Pistoia, proprietaria del ristorante Pinko al centro Superolmi. Doveva essere una vacanza, un pò di tempo da trascorrere tutti insieme dopo le fatiche del periodo natalizio che si è però trasformato in un incubo che rimarrà per sempre nella loro memoria. Massimo e la famiglia, insieme a tante altre persone, erano a cena, poichè facevano parte del secondo turno per la cena quando sentono un botto fortissimo che fa andare via la luce e fa cadere a terra bicchieri e piatti. “Che la cosa era seria si è capito subito, ma prima di organizzare i soccorsi e abbandonare la nave sono trascorsi una quarantina di minuti.

Scene che non dimenticherò mai.” Queste le sue parole.

E che i soccorsi hanno tardato a mettersi in moto lo ha raccontato anche Marco Baccani, fiorentino di 52 anni, sua moglie Miriana Capocchi, elbana di 51 anni. I due coniugi erano alla loro prima crociera, regalo ricevuto dai due figli per celebrare i loro 25 anni di matrimonio. Anche loro si trovavano a cena quando la nave ha sbattuto contro lo scoglio che ha provocato uno squarcio di 70 meri nello scafo. Un grosso boato che ha fatto saltare la luce. La prima comunicazione da parte dello staff della nave è arrivata dopo 40 minuti, annunciando un semplice guasto al sistema elettrico. Poi la nave si è raddrizzata e ha iniziato ad inclinarsi sul lato opposto. “E’ stato il primo momento in cui abbiamo avuto davvero paura, siamo andati a cercare notizie, nel salone del terzo piano“, racconta Marco. Mentre erano nel salone è arrivato l’avviso di abbandonare la nave che ha scatenato il panico.

Marco e Miriana si sono diretti verso le scialuppe dove regnava il caos, poichè le manovre non si stavano svolgendo secondo le procedure e non c’era personale dell’equipaggio. Ma le scialuppe non bastano e si devono spostare verso poppa insieme ad altre persone. “La nave a quel punto ha dato l’ultimo scossone, ha raggiunto la massima inclinazione e noi siamo scivolati verso il baratro. Siamo riusciti a bloccarci e abbiamo cominciato a risalire il corridoio con la forza della disperazione. Eravamo una trentina e non so se qualcuno è scivolato giù in acqua.” Dopo un’ora allo stremo delle forze un filippino ha trovato una scala di alluminio che portava alla nave della Guardia Costiera che li ha tratti in salvo. Marco e la moglie si sono sperati perchè lui ha aiutato altre persone prima di scendere dalla nave.

Simile anche il racconto del parrucchiere di Fucecchio Pasquale Zumpo di 39 anni, che si era imbarcato venerdì da Civitavecchia insieme ad altri 200 hair stylist per dare vita ad un nuovo reality condotto da Francesca Rettondini.

Anche lui era a cena insieme ai colleghi ed alla Rettondini quando la nave batte violentemente contro lo scoglio. Viene investito da piatti e bicchieri che cadono dai tavoli, mentre la nave inizia ad inclinarsi. Pasquale racconta che “E’ esploso il panico. Tutti noi che eravamo nel salone ci siamo precipitati verso il ponte numero quattro, quello più vicino ed è lì che abbiamo scoperto con terrore che ci trovavamo nella parte più alta della Concordia, davanti a noi solo il buio del mare“. Ha indossato il giubbotto di salvataggio e si è diretto verso le scialuppe di salvataggio insieme ad un’altra decina di persone. Sono tutti riuscite a salirvi sopra e ad essere messi in salvo in breve tempo nonostante l’invito a tornare nella propria cabina da parte di alcuni membri dell’equipaggio e nonostante la scialuppa sia caduta in mare. “Ci siamo ritrovati tutti sottosopra, bagnati fradici e molti di noi, me compreso, in quella circostanza abbiamo riportato delle contusioni“. Arrivato sulla terra ferma nel porto del Giglio ha assistito a cene di panico con “gente che cercava disperatamente di ricongiungersi a parenti e amici, altri che urlavano in preda allo choc, altri ancora immobili, incapaci di proferire parola“.

Nonostante i momenti di paura, la tragedia sfiorata questi Pasquale, Marco e Miriana, Massimo e la sua famiglia ha fatto tutti ritorno alle loro vite, che rimarranno certo segnate da questa nefasta vicenda.

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