I White Skull tornano con Under this flag, ne parliamo con Tony Fontò

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I White Skull tornano con Under this flag, ne parliamo con Tony Fontò

I vicentini White Skull sono una delle band più longeve del metal italiano. Produrre nove album non è da tutti (una bio errata mi aveva tratto in errore facendomi dire che gli album erano 8). Di questo e di tante altre cose ne abbiamo parlato con il leader Tony Mad Fontò.

“Under this Flag” è il vostro ottavo studio album, un traguardo importante che solo grazie a una grande passione e determinazione poteva essere raggiunto. Agli inizi dei White Skull avreste mai immaginato di fare tanta strada?

Ciao! Per essere più esatti è il nostro nono Studio album. Si il traguardo è importante, come sempre quando si pubblica un album, è una nuova creatura che nasce, che prende vita, un altro elemento che si aggiunge alla storia della band e che ne segna il suo periodo. Abbiamo sempre sognato questo e ci abbiamo sempre creduto, abbiamo tenuto duro nei momenti difficili e per rispondere in sintesi alla tua domanda potrei dire si lo desideravamo tanto che alla fine eccoci qua.

“Under this Flag” segna il ritorno dietro al microfono di Federica De Boni che aveva lasciato la band nel 2001.

Com’è nata la decisione di tornare insieme dopo tanti anni e quali le sensazioni provate nel tornare a fare musica insieme? Vi siete accorti del tempo trascorso o è stato come se non vi foste mai separati?

Il rientro di Federica nella band è stata una pura casualità, si sono incastrati una serie di eventi, una sorta di allineamento dei pianeti… Dopo la separazione da Elisa, stavamo cercando una nuova cantante, nello stesso periodo Federica aveva deciso di tornare a vivere in Italia ed è stata proprio lei a contattarci e a proporsi per rientrare nella Band. A quel punto inutile dirti che da parte nostra è stata accolta a braccia aperte. 10 anni sono lunghi, ma la magia della musica ci ha sintonizzato subito ed è stato come se il tempo intercorso fosse stato un periodo di ferie.

Quali i punti di forza dell’album?

L’album è tutto una forza, è coinvolgente, potente e incredibilmente cantabile dopo il primo ascolto!

“Under this flag” sembra essere una sorta d’invito a restare tutti uniti, si tratta di un appello ai “fratelli e sorelle” metallari? Che cosa dobbiamo aspettarci sotto questa bandiera?

La bandiera unisce i popoli e gli ideali, la nostra bandiera riunisce il popolo del Metallo, un invito a non separarci, a non farci contaminare, a restare uniti e continuare a lottare per lo stesso ideale, la musica Metal, un genere che, non è popolare e quindi non è mai esploso, ma che ultimamente ne sta risentendo della crisi… Quindi Metallari uscite dalle vostre case e tornate a vedere i concerti come si faceva una volta, torniamo ad essere uno stile di vita.

C’è una song, tra tutte quelle scritte, che potrebbe essere il vostro inno, il brano capace di rappresentare la band? Mi raccomando, puoi sceglierne solo una.

Beh la song che rappresenta la Band è indubbiamente ASGARD tratta da Tales From The North.

Registrato l’album ora va promosso, come vi state organizzando per i live, quali i prossimi impegni?

Abbiamo già aperto le danze con il primo concerto al Motorock organizzato dai Custom Cremona MC, prossimamente parteciperemo a diversi festival in Italia e in Europa che ci vedono come Headlinear o di supporto a nomi importanti.

Da settembre fino a tutta l’estate prossima abbiamo intenzione di suonare live, abbiamo ricevuto molte richieste anche da fuori italia, e poi non si sa mai magari registreremo un live DVD.

Vincenzo Borriello

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