Ibrahimovic, lo zingaro triste COMMENTA  

Ibrahimovic, lo zingaro triste COMMENTA  

Strano destino quello di Ibrahimovic, è un campione che riesce a vincere quasi da solo un campionato, eppure non riesce a farsi amare pienamente.

Ibrahimovic arrivò in Italia dall’Olanda, Ajax, due anni alla Juventus contornati da due scudetti, un campione giovane ed anche un poco incostante.


Dopo lo scandalo che vide coinvolti la triade bianconera (Moggi-Giraudo-Bettega) Ibrahimovic e Vieira si accasarono all’Inter, lo svedese fiero di aver giocato e vinto quei due campionati rivendicò sempre con orgoglio quelle vittorie.


A Milano tre campionati ed altrettanti titoli, il primo anno da comprimario, Materazzi era indiscutibilmente il trascinatore di quella squadra, ma poi lentamente il giocatore prese per mano la squadra diventandone l’incontrastato leader.


Il 2° anno lo scudetto era della Roma, l’Inter a Parma stava pareggiando e quel risultato consegnava il titolo ai capitolini, ma Ibra non era in campo, nel 2° tempo lo svedese entrava e con una doppietta consegnava il titolo alla Milano nerazzurra.

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L’anno dopo l’Inter bissava e lo svedese era anche il capocannoniere del campionato; Ibra però non era soddisfatto, voleva vincere anche in Europa, voleva consegnare il suo nome alla storia.

Mentre in campionato sfoderava una forza irresistibile, in Europa sembrava impaurito e non riusciva a incidere nelle partite; molti addetti ai lavori e molti tifosi sostenevano che non bastava vincere il campionato per ottenere il primato nel pallone d’oro, per questo bisognava vincere la Champions.

Iniziarono i mal di pancia, i lamenti; al termine Inter e Barcellona furono protagonisti di uno scambio, Ibra indossava la camiseta blaugrana del Barcellona, neo campione d’Europa, in cambio la società di Moratti si consolava con l’arrivo di  Eto’o e soldi.

Per Ibra arrivavano le vittoria nella supercoppa Europa e nel mondiale per club; tutto risolto ? Non proprio l’Inter di Eto’o e Sneijder eliminavano proprio il Barcellona di Ibra e vincevano in seguito la Champions.

Ibra si doveva accontentare del solito campionato, poi alcuni malumori nello spogliatoio lo portavano a ritornare a Milano, sponda rossonera questa volta, al termine arrivava l’ennesimo campionato.

Quest’anno un 2° posto, dopo il campionato si sarebbero disputati gli europei, forse l’ultima occasione per il giocatore di dimostrare la sua grandeur.

La Svezia in questo torneo si dimostrava però poca cosa e Ibra, nonostante i suoi gol doveva mestamente rassegnarsi a recitare ancora una volta il ruolo di comprimario.

Non solo ma nella 1° partita Ibra giocava contro Shevchenko, stella mai dimenticata dai tifosi del Milan, ironia della sorte molti tifosi erano contenti per il loro Sheva, anche se l’ucraino li aveva traditi per andare a Londra e poter così permettere ai propri figli di imparare l’inglese … .

Insomma Ibra è un mercenario, uno zingaro che difficilmente riesce a mettere le radici, ma è sempre stato sincero, non ha mai finto di essere un’altra persona, non ha mai dichiarato il suo amore viscerale per una maglia, non ha mai giurato amore eterno toccandosi il cuore, salvo poi abbandonare la squadra ed i tifosi dopo qualche mese.

In campo ha sempre dato tutto per la vittoria; molti tifosi hanno perdonato a Kakà e Sheva i loro tradimenti mentre allo zingaro triste non hanno concesso nemmeno l’onore delle armi.

 

Cereda Stefano

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About Stefano Cereda 439 Articoli
Laureato in Scienze Storiche all'Università Statale di Milano, relatore in un convegno patrocinato dalla Provincia di Lecco sui 150 anni dell'Unità d'Italia, per il medesimo convegno autore di un saggio sul Risorgimento.

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