Iceberg si stacca dall’Antartide: copre area di 6 mila metri quadrati

News

Iceberg si stacca dall’Antartide: copre area di 6 mila metri quadrati

iceberg

Non è una novità, gli scienziati si aspettavano questo fenomeno da oltre un decennio.

Uno dei più grossi iceberg, tra i dieci più estesi di sempre, si è appena staccato dall’Antartide. L’annuncio arriva da Project MIDAS, progetto britannico che da tempo monitora lo stato di avanzamento della frattura lunga quasi 200 chilometri lungo la costa orientale della penisola.

La piattaforma Larsen C infatti è la quarta più grande tra i ghiacci della penisola antartica, con i suoi 50.000 chilometri quadrati. La lunga frattura che si è creata su tale piattaforma, nelle ultime ore ha completato il suo percorso distaccando una porzione di quasi 6.000 chilometri quadrati, spessa tra i 200 e i 600 metri e dal peso di un miliardo di tonnellate.

Ma non è una novità, infatti gli scienziati si aspettavano questo fenomeno da oltre un decennio. Dopo il distacco definitivo dell’iceberg, Larsen C ha perso oltre il 12 per cento della sua estensione cambiando per sempre il profilo della penisola. Negli ultimi giorni il monitoraggio della zona si era fatto più intenso perché la spaccatura aveva mostrato un avanzamento molto veloce, l’ultima curva si era generata di recente.

L’evento si è verificato tra il 10 e il 12 luglio e sarebbe confermato dalle osservazioni del satellite Aqua della Nasa. Ma anche l’Esa attraverso i satelliti Sentinel, aveva preannunciato con un tweet la vicinissima rottura.

L’ enorme frammento, grande quanto la nostra Liguria, è libero di galleggiare nell’oceano. Per quanto riguarda il distaccamento e il futuro scioglimento dell’iceberg gli studiosi hanno affermato che “non avrà effetti immediati sull’innalzamento dei mari” dato che stava già galleggiando. Ma ricordiamo che esiste comunque un pericolo, almeno a lungo tempo, gli scienziati hanno affermato che “c’è il rischio che la piattaforma Larsen C segua il destino della sua vicina Larsen B, che si disintegrò nel 2002 a seguito di un evento creato da una frattura simile nel 1995”. Il blocco dovrà essere costantemente monitorato anche perché i venti potrebbero spingerlo verso nord, li diventerebbe pericoloso per chi pesca.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Leggi anche