Ictus: conseguenze e riabilitazione

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Ictus: conseguenze e riabilitazione

Ictus: conseguenze e riabilitazione
Ictus: conseguenze e riabilitazione

Ictus: è la seconda causa di morte nel mondo dopo le malattie coronariche. In Italia è la prima causa di invalidità. Riabilitazione

La seconda causa di demenza e perdita di autosufficienza. Ictus in Italia (e nel mondo) è ancora una malattia gravemente invalidante. Il 10-12% è la percentuale di morti per ictus in Italia. I due tipi più frequenti sono l’ictus ischemico(non arriva il sangue al cervello per la chiusura di un’arteria) e quello emorragico(dovuto alla rottura di un’arteria, che causa il sanguinamento). In entrambi i casi il malfunzionamento del cervello produce conseguenze gravi sul corpo. I sintomi che ne derivano possono essere permanenti e generalmente quelli “meno” gravi, ma invalidanti a tutti gli effetti, sono la polmonite e la perdita del controllo della vescica.

Ictus: le conseguenze che ne derivano sul corpo

Quando per più ragioni si attesta un corto circuito a livello cerebrale, sono molte le conseguenze sul regolare funzionamento del corpo.

Principalmente i soggetti colpiti da ictus possono avere un’incapacità motoria e la perdita di sensibilità di una parte del corpo. Ma ci sono anche danni più gravi, come la difficoltà di comprensione e problemi di linguaggio/alla vista.

Ictus: forme di assistenza in Italia

In Italia c’è un grosso deficit quanto a strutture di cura e di riabilitazione dei soggetti in cui l’ictus non ne abbia causato la morte diretta. Questo significa che, per la maggior parte dei casi, l’assistenza è a carico dei familiari. Nello specifico, la perdita di autosufficienza e il conseguente ricorso a cure da ictus si stima in Italia al valore di 30.000 euro. Che è il costo medio annuo/paziente da ictus. La famiglia(generalmente il/la coniuge e i figli) presta una media di 6,9 ore al giorno di assistenza per la cura e la riabilitazione.

Ictus: tipi di riabilitazione in Italia

La riabilitazione post-ictus deve essere immediata per essere efficace.

Esistono nuove tecniche di riabilitazione che aiutano il paziente nei movimenti(terapia robotica). Ma ci sono anche forme riabilitative che vanno a stimolare il cervello dei pazienti post-ictus. Una è la CONSTRAINTINDUCED MOVEMENT: una terapia che agisce limitando l’utilizzo della parte sana del corpo. Costringendo quella colpita da ictus a un lavoro maggiore. Il neurologo deve prevenire casi di recidiva.

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