Il bambino più solo al mondo vive nelle Shetland, su un’isola con 69 abitanti COMMENTA  

Il bambino più solo al mondo vive nelle Shetland, su un’isola con 69 abitanti COMMENTA  

“More loneliness, than any man could bear” è uno dei versi più famosi di Message in the bottle, a sua volta una delle più famose canzoni dei Police, il gruppo di cui Sting è stato a suo tempo bassista e cantante.

Più solitudine di quanta un uomo possa sopportare.

L’uomo è un animale sociale, ha necessità di confrontarsi con i suoi simili ed è spinto a forme di aggregazione che, sebbene assumano forme sempre più diversificate, denotano l’istinto del mammifero abituato a vivere e muoversi in branco.

Certo, non siamo lupi, né leoni, né scimmie, ma è pur sempre vero che da queste ultime discendiamo in linea più o meno diretta.

E allora come può un essere umano vivere senza avere un costante contatto con i suoi simili? È un eremita, sembra essere la risposta più ovvia, ma se si connota meglio questo essere umano dicendo di lui che ha soltanto dieci anni, la questione si complica ancora di più.

Per quanto impensabile, la vicenda del piccolo Aron Anderson è proprio questa.

Aron vive su un’isola, tanto per cominciare, piccola per giunta, a nord (parecchio a nord) della costa settentrionale scozzese. L’arcipelago è quel posto che ai popoli mediterranei appare come freddo e inospitale e risponde al nome di Isole Shetland.

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L’isoletta si chiama Out Skerries e, di tutte le Shetland, è l’isola più isolata, un’isola elevata alla potenza ennesima. Numero di abitanti (totale): sessantanove. Di questi, numero di bambini di dieci anni presenti: uno, cioè Aron. Ce n’è qualcun altro, certo, ma nessuno di quell’età. Per trovare qualcosa di simile bisognerebbe essersi trovati a passare per Hamelin dopo il passaggio del pifferaio.

Per la sua singolare condizione, Aron ha raggiunta una certa notorietà web ed è stato rinominato “il bambino più solo al mondo”, con buona pace per il fatto che si tratta del soprannome più triste cui si possa essere destinati. “A volte” ha ammesso Aron in un’intervista al Telegraph, “è molto strano non avere nessun compagno di classe”, salvo poi rilanciare: “ma io amo la mia isola, posso girare ovunque con la mia bici e d’estate posso nuotare nel mare e tuffarmi dal pontile”. Dannato spirito di adattamento.

Il popolo del web, però, incurante del fatto che Aron affermi di essere comunque felice, ha deciso di mobilitarsi per fargli sentire un po’ di calore umano, seppure a distanza. Capo cordata è il signor Ross Mac Mahon, utente Reddit di evidenti origini scozzesi, che si è mobilitato affinché il maggior numero possibile di persone scrivesse una lettera al bambino, con l’intento di mitigare la sua solitudine. “Sono venuto a conoscenza della storia di Aron e ho quindi deciso di organizzare qualcosa di carino per lui” ha raccontato Ross. “Ho telefonato a scuola la settimana scorsa per far sapere ai genitori e all’insegnante che sarebbero arrivate un po’ di lettere per lui. Mi sono raccomandato di aiutarlo ad aprirle tutte quando arriveranno. Voglio che gli si stampi sul viso un sorriso enorme, gigante”.

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