Il bilancio delle Parlamentarie, tra entusiasmo democratico e accuse di massoneria

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Il bilancio delle Parlamentarie, tra entusiasmo democratico e accuse di massoneria

Quattro giorni, 1400 candidati e 32mila votanti. Questo è il bilancio delle parlamentarie indette da Grillo in tre cifre. Non si può nascondere che le elezioni interne del Movimento Cinque Stelle siano state qualcosa di rivoluzionario, come Beppe Grillo ed i suoi sostenitori non fanno che ripetere dall’inizio della “settimana elettorale”, da lunedì a giovedì. «Per la prima volta i candidati al parlamento vengono eletti tramite il web, a costo zero». Tra il trionfo della modernità e la frecciata ai due euro del centrosinistra, le parlamentarie del M5S sono state definite dai grillini come un lampante esempio di democrazia applicata, un esempio di ciò che avverrà in Parlamento quando i rappresentanti grillini si insedieranno nelle due camere.

Al di là degli entusiasmi, la modalità di selezione di questi rappresentanti ha lasciato confusi molti sostenitori del M5S, soprattutto modo quegli elettori che si sono accorti di alcune disfunzioni nella votazione avveniristica. Sono tre i punti, secondo Repubblica, ad aver suscitato più perplessità: scarsa trasparenza, problemi di accessibilità al portale, impossibilità di effettuare candidature e registrazioni.

Il confronto con le primarie del centrosinistra, che hanno portato tre milioni di persone a votare nel primo turno e 2, 3 milioni nel ballottaggio, è impietoso in termini di rappresentanza democratica prettamente numerica. «95mila voti a tre preferenze per votante significa solo 32mila votanti. E il bello è che c’erano 1400 candidati. Vuol dire che ogni candidato è riuscito a farsi votare solo da una trentina di persone, praticamente dagli amici del bar sotto casa, o poco più» è la riflessione di un grillino riportata dal quotidiano romano, a cui ha fatto seguito la risposta del principio “una testa, un voto”.

Le richieste di chiarimenti affollano il blog del politico genovese e c’è già chi ha dato la sua poco lusinghiera interpretazione di queste votazioni: «Più che le primarie sembra una loggia massonica».

Se non altro, l’armata parlamentare del “maschilista” (dopo il caso Salsi) Grillo ha una composizione che si avvicina ad una lista di Nichi Vendola. Il Governatore della Puglia aveva a più riprese dichiarato di volere una equiparazione numerica tra donne e uomini e nelle parlamentarie grilline il 55% delle capilista, tra Camera e Senato, sono donne, ben 17 su 31.

Ad ogni modo, le primarie, almeno in apparenza, hanno portato candidati davvero vicini alla gente e alla difficile situazione economica che sta tormentando le famiglie italiane, portando alla ribalta politica candidati che nella vita civile sono precari, studenti, casalinghe e disoccupati. E soprattutto giovani.

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