Il Bologna e lo spareggio del campionato 1963-64

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Il Bologna e lo spareggio del campionato 1963-64

Il Bologna è una nobile decaduta del calcio italiano, negli anni 30 i felsinei erano la “squadra che tremare il mondo fa”, poi dopo un mesto declino, una squadra che non riusciva più a rinverdire i fasti d’oro.

L’ultimo acuto arrivò nel campionato 1963/64; al termine di una controversa stagione Bologna e Inter arrivarono a pari punti al termine del campionato, in Italia non era mai successo una cosa simile.

Il campionato era stato molto combattuto, non solo in campo ma anche fuori dal campo; per una storia mai chiarita di presunto doping.

Il Bologna il 4 marzo si vedeva annullata la vittoria del 2 febbraio contro il Torino in quanto 5 giocatori felsinei erano stati trovati positivi al controllo antidoping; vittoria a tavolino al Torino e 1 punto di penalizzazione al Bologna, totale -3 punti.

Tutta Bologna scese in piazza, si gridava allo scandalo, le provette vennero sequestrate, in seguito dopo un ulteriore controllo presso il centro di Coverciano, una commissione decretò che le provette erano state manipolate.

Il 16 maggio la CAF annullo la sentenza e restituì 3 punti alla squadra felsinea, essendo terminato il campionato si dovette ricorrere ad uno spareggio; la sede della partita fu Roma, stadio Olimpico, 7 giugno.

Pochi giorni prima della partita l’Inter vinse a Vienna la sua 1° Coppa dei Campioni mentre Bologna pianse il presidente Dall’Ara stroncato da un infarto mentre stava animatamente discutendo con il presidente dell’Inter Angelo Moratti.

I funerali del presidente felsineo furono celebrati il giorno 5, nessun giocatore del Bologna potè intervenire in quanto la FIGC decise di non rinviare la partita.

I felsinei vinsero la partita ed il titolo, decisivo fu la mossa di Bernardini, allenatore dei rossoblu di inserire il giocatore Capra, ruvido terzino, con la maglia nr.

11 in luogo dell’infortunato Pascutti.

Questa trovata confuse le idee ad Herrera; Capra si attacchò a Corso per tutta la partita impedendogli qualsiasi giocata, un’Inter che era svuotata mentalmente e fisicamente dalla recente vittoria a Vienna nella coppa dei Campioni e che perse per 2 – 0.

Punizione di Fogli deviata in rete da Facchetti al 75’ e un gol di Nielsen all’83’ consegnarono la vittoria e lo scudetto al Bologna.

Formazioni in campo a Roma

Inter: Sarti, Burgnich, Facchetti, Tagnin, Guarneri, Picchi, Jair, Mazzola, Milani, Suarez, Corso.

Bologna: Negri, Furlanis, Pavinato, Tumburus, Janich, Fogli, Perani, Bulgarelli, Nielsen, Haller, Capra.

La formazione tipo del Bologna di quell’anno:

Negri, Furlanis, Pavinato, Fogli, Tumburus, Janich, Perani, Bulgarelli, Nielsen, Haller, Pascutti.

Allenatore Fulvio Bernardini

Altri giocatori utilizzati:

Renna, Capra, Franzini, Lorenzini.

Capocannoniere del torneo Harald Nielsen, Bologna, 21 reti.

Cereda Stefano

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Stefano Cereda 439 Articoli
Laureato in Scienze Storiche all'Università Statale di Milano, relatore in un convegno patrocinato dalla Provincia di Lecco sui 150 anni dell'Unità d'Italia, per il medesimo convegno autore di un saggio sul Risorgimento.