Il Brunello di Montalcino - Notizie.it

Il Brunello di Montalcino

Vini

Il Brunello di Montalcino

Situato sull’antica via Francigena, Montalcino, l’antico borgo toscano di origine etrusca posto a circa quaranta chilometri a sud di Siena, era già in passato conosciuto per i vini che qui si producevano; inizialmente fu il “Moscatello” a trovare diffusione, prodotto anche ai giorni nostri da uve moscato bianco (Moscadello di Montalcino), e la Malvasia. Fu però il locale vitigno a bacca rossa “Sangioveto”, ossia il Sangiovese Grosso, che, chiamato dagli ilcinesi Brunello, a partire dalla seconda metà dell’ottocento, grazie alla lungimiranza ed intraprendenza prima di Clemente e poi di Ferruccio Santi diventò il vino simbolo di Montalcino; nel 1870 si produsse per la prima volta, dopo anni di selezioni, tentativi e botti, la prima bottiglia di Brunello di Montalcino, un vino nuovo, secco e di grande corpo; sarà poi il ventesimo secolo a consacrare definitivamente questo grande vino, facendolo esplodere commercialmente anche all’estero e rendendolo uno dei vini italiani, se non il vino italiano, più famoso nel mondo.
Con D.P.R.

del 1 luglio 1980, gli fu conferita e certificata la Denominazione di Origine Controllata e Garantita, in seguito modificata il 19 maggio del 1998; il vino Brunello di Montalcino deve essere prodotto da sole uve Sangiovese Grosso coltivate nella zona di produzione riconosciuta, l’affinamento obbligatorio deve essere di almeno 50 mesi, di cui almeno due anni in contenitori di rovere di qualsiasi dimensione; per la versione Riserva l’affinamento minimo deve essere invece di 62 mesi.
Il titolo alcolometrico minimo deve essere del 12% in volume, 12.5% se si vuole specificare la Vigna di provenienza e riportarla in etichetta; vinificazione, conservazione, affinamento e imbottigliamento devono avvenire solo ed esclusivamente nella zona di produzione.

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