Il cartone della disney più amato: Robin Hood

Cinema

Il cartone della disney più amato: Robin Hood

Robin Hood

Nasce negli studi Disney Robin Hood: 32 milioni gli incassi. Un premio oscar e un Grammy Award.

La critica: Scrive Famiglia Tv “Splendida versione animata, firmata Disney con i soliti animali nei panni dei personaggi.” E Francesco Mininni, per il Magazine italiano tv: “Una storia classica riveduta e corretta in chiave zoologica alla maniera delle Walt Disney Productions. La consueta maestria nel disegno e nell’animazione la buona caratterizzazione dei personaggi e alcune divertenti trovate ne fanno l’ultimo valido lungometraggio Disney prima di un inarrestabile declino.”

Mentre Telesette attraverso le parole di Laura e Morando Morandini: “La vicenda di Robin Hood affidata agli animali piacerà soprattutto ai bambini. Il famoso personaggio è interpretato dalla volpe. Il colore, la musica, l’animazione, tutto è armonizzato in uno spettacolo semplice e poetico.”

Per raccontare con i disegni animati le eroiche gesta dello scaltro e astuto arciere di Sherwood, la Disney decise di spingere ai limiti estremi il suo antropomorfismo, lasciando interpretare i personaggi della storia non solo ad animali parlanti ma anche a vere e proprie persone con le sembianze di animali, che si muovono in ambienti umani.

Così Robin diventa una volpe, come, ovviamente la sua amata Lady Marian.
Lo zio di Lady Marian, il Principe Giovanni, invece, è un leone ma senza la criniera.

Inutile stare a crogiolarsi sul come una volpe possa essere diventata la nipote di un leone. Il tutto deve essere inteso come un’ associazione tra il personaggio e l’ animale; Robin è furbo come una volpe, e il principe regna ed è giusto che sia un leone.
Re Ricccardo, è in verità il legittimo sovrano della città di Nottingham, ma si trova molto lontano dal suo regno perché è impegnato in una lunga crociata. Durante la sua assenza il principe ha depredato i sudditi per il suo interesse personale, missione compiuta con il sostegno dello Sceriffo Bracalone e dal perfido consigliere Sir Biss.
Ad alleviare le sofferenze dei poveri della contea, troviamo il coraggioso e astuto Robin Hood, un eroico brigante che non mai perde occasione di ridicolizzare il Principe Giovanni rubandogli tutto quello che può. Naturalmente Robin non ruba mai per sè, ma punta a rendere il maltolto a chi ne ha veramente bisogno, ai poveri.
E i più bisognosi sono sempre più stremati dall’avidità e dalla brama di ricchezza del perfido Principe che continua ad aumentare le tasse con balzelli sempre più pesanti per i poveri sudditi.

La contea è sempre più povera.

Robin Hood è l’eroe della contea per eccellenza ; non fa eccezione la bellissima Lady Marian, che è innamorata da sempre dell’avvenente volpe fuorilegge. Quindi , nella contea, venne indetto un torneo per carceri professionisti. Un torneo di abilità. Il vincitore sarebbe stato premiato da lady Marian e Robin non può fare a meno di partecipare.

Robin è davvero abilissimo nei travestimenti e con il sostegno dai suoi compari, (primo fra tutti il buon Little John), l’eroico ladro si aggira tra le guardie del principe e gareggia con estrema abilità, fino a vincere il torneo. Torneo che però si rivela essere una trappola e quindi Robin viene scoperto e poi condannato a morte per alto tradimento della corona. La sentenza ha un effetto immediato e il boia si prepara a svolgere il suo compito.
Inutile dire che non ci riesce. Little John dà l’ inizio alla riscossa e ad una frenetica battaglia che riporterà la libertà al vincitore della gara di tiro con l’arco.

La gioia di Robin non è nella vittoria, ma nell’essere riuscito a parlare con la bella Marian, scoprendo che l’amore che li legava un tempo è ancora vivo e profondo.

Purtroppo, questa è l’ennesima umiliazione per il Principe Giovanni e non fa che acuirne il desiderio di rivalsa.

La vita per i poveri diviene quindi ancora più dura. Tasse altissime e il carcere per chi non paga!
Le mosse del Principe divengono quindi sempre più crudeli e viene il momento in cui nemmeno il caro buon Frate Tuck viene tenuto fuori dalla contesa. La presenza dello Sceriffo nella sua piccola chiesa degenera presto, e il frate viene portato in prigione.
Questa è naturlmente un’esca, che risulta irresistibile per Robin, sopratutto quando il principe Giovanni condanna a morte il monaco.

Coì, mentre lo Sceriffo sta preparando la forca ingiustamente per Frate Tuck, Robin Hood e Little John arrivano al palazzo del principe. L’obbiettivo non è solo la libertà dell’uomo di chiesa, ma quella di tutti i prigionieri: Non solo, nelle mire di Robin anche l’ingente bottino malvagiamente depredato dall’avido regnante.
Purtroppo non va tutto come dovrebbe e la battaglia si accende. L’abilità di Robin in questo caso rischia di non essere sufficiente in un luogo tanto pieno di uomini fedeli al principe cattivo e, ad un certo punto, lo Sceriffo riesce ad intrappolare l’arciere di Sherwood un cima ad una torre.

Robin non ha più via di scampo. ma forse ce n’è una, un grande spaventoso salto nel vuoto potrebbe farlo sfuggire alla spada del suo nemico. E così Robin salta. Sotto di lui però c’è il fossato del castello. Robin Hood ce la farà?

Le animazioni efficaci e la eccellente colonna sonora, sono tra i punti di forza maggiori di questo prodotto. Il merito Disney è di aver creato e proposto una storia gradevole condita con personaggi simpatici e con tante scene divertenti. Tra i personaggi di contorno, sono particolarmente esilaranti quelli dell’infido Sir Biss e della buona Lady Cocca, la dama di Lady Marian.
Celebre l’omaggio (che forse fu realizzato per contenere i costi) a “Biancaneve e i Sette Nani”, omaggio riconoscibile nella danza nella foresta, danza dove i personaggi ricalcano esattamente i movimenti di Biancaneve e dei sette Nani nella casetta. Nella stessa scena, si attinge anche ad altri Classici Disney precedenti, cosa all’epoca difficilmente notabile, poiché prima i film si vedevano al cinema, e certi dettagli potevano sfuggire.

Dettagli che però sono emersi grazie alla comparsa sulla scena dell’Home Video.

La versione italiana ci priva delle voci originali che erano, tra gli altri, di Peter Ustinov (per il principe Giovanni). Il doppiaggio nella nostra lingua, è stato comunque notevole e rende davvero onore alla tradizione dei Grandi Classici tradotti per il nostro Paese.

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Chiara Cichero 1241 Articoli
Mamma, laureata, scrittrice incallita, ambientalista da una vita, esperta in Pnl, in comunicazione di massa e nel benessere emotivo. Maremmana per amore di questa terra tanto rigogliosa, fiorentina di nascita e di formazione. Blogger e redattrice on line, attualmente studentessa in Seo Web Marketing Specialist.