Il caso De Sanctis ed il trionfo del perbenismo

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Il caso De Sanctis ed il trionfo del perbenismo

La Procura della Repubblica di Napoli ha acquisito il filmato (amatoriale) “incriminato” della partita Napoli-Lecce del 27 novembre, quello dell’esultanza “moderata” (eufemismo) di De Sanctis in occasione della rete del provvisorio 4-1 di Cavani. Un atto dovuto da parte dei magistrati napoletani, da tempo impegnati in un’inchiesta parallela a quella di Cremona riguardo alle infiltrazioni della malavita locale nel mondo del calcio e delle scommesse clandestine. Niente di sorprendente, quindi, e molto probabilmente, in assenza di ulteriori prove, il tutto finirà in una bolla di sapone. Per la gioia del portiere di Mazzarri e della Nazionale che già nella giornata di lunedì aveva respinto al mittente, stizzito, ogni illazione relativamente al suo atteggiamento in campo. Un atteggiamento che però rimane quantomeno originale e che avrebbe meritato qualche spiegazione in più da parte dell’interessato (o perlomeno più credibile) oltre che una linea meno perbenista da parte di tutta la stampa.

Pur non potendo nutrire dubbi sulla buona fede di De Sanctis, infatti, si offende la comune intelligenza volendo far passare il messaggio che allargare le braccia e scuotere la testa se segna un tuo compagno sia una reazione normale. Non è così, a prescindere da quale sia il reale motivo di quelle curiose immagini, così come non è normale chiedere immediatamente quanti minuti mancassero alla fine della partita. La linea è quella della gioia quasi fisica per un risultato finalmente in cassaforte ma è bene ribadire che a prescindere delle diversità di carattere un 4-1 si festeggia diversamente. Detto questo non si vuole sottintendere che ci sia chissà cosa dietro o che, trattandosi di un grande club e di un grande giocatore, la volontà comune sia quella di minimizzare. Certo non è stato normale registrare come nessun organo di stampa abbia fatto notare l’anomalia, producendosi invece in excusatio assoltamente non petitae dell’onestà intellettuale del portiere.

Così come non è stata normale la goffa retromarcia di Santoni, tre settimane fa, dopo l’intercettazione che coinvolgeva tre giocatori della Nazionale: come si può credere che l’ex portiere abbia fatto davvero tre nomi a caso? D’altronde De Sanctis ha fatto bene a fornire la sua versione così come ha fatto bene l’autore del video a pubblicare l’immagine: solo sarebbe stato meglio farlo prima e non oltre un mese dopo. Ed è poi davvero strano che, con venti telecamere per partita, l’immagine debba arrivare da You tube

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