Il CIELO DI BAGDAD: nuovo disco in uscita

Musica

Il CIELO DI BAGDAD: nuovo disco in uscita

Il 28 Febbraio 2012 esce il nuovo attesissimo disco

“Unhappy the land where heroes are needed or lalalala, ok.”

Un disco Colorato, Profondo e Semplice.

Per tutti gli eroi che non conosceremo mai.

Guarda il teaser realizzato per XL:

http://vimeo.com/34563533

Uscirà il 28 febbraio il nuovo disco de Il Cielo di Bagdad “Unhappy the land where heroes are needed or lalalala, ok”.

Il secondo lavoro del gruppo campano è stato registrato allo Zoo Studio di Aversa con la produzione artistica di Fausto Tarantino ed è stato anticipato nei mesi scorsi dal video del singolo “LaLaLaLa, ok” girato da Giacomo Triglia (Brunori S.A.S, Colapesce, Di Martino, Maria Antonietta), selezionato su MTV New Generation e trasmesso in Italia, Spagna, U.K., Korea, Francia e Brasile.

Un disco Colorato, Profondo e Semplice.

Per tutti gli eroi che non conosceremo mai.

La musica non cambia il mondo. A farlo ci pensano gli eroi, quelli “semplici” ma difficili da trovare in giro, a cui Il Cielo di Bagdad dedica il nuovo disco “Unhappy the land where heroes are needed or lalalala, ok”.

L‘amara massima brechtiana viene riscritta con un festoso “lalalala, ok” conclusivo, che rappresenta al meglio il nuovo lavoro del gruppo campano: un tempo alfiere del miglior post-rock della Penisola con il crepuscolare “Export for Malinconique” (distribuito in oltre mille copie anche fuori confine), oggi a cavallo di otto canzoni solari e colorate, profonde e semplici, che non dimenticano la gioia, la festa, i felici e gli infelici.

Così “Unhappy the land where heroes are needed or lalalala, ok” è un inno alla vita e all‘eroismo quotidiano che rilegge il folk in una prospettiva luccicante e orchestrale, partendo dai Beatles di “Yellow Submarine” per arrivare ai primi Arcade Fire, ma con uno spirito che personalizza i migliori episodi del pop europeo degli ultimi anni, grazie anche alla produzione artistica di Fausto Tarantino.

Energico e suggestivo, cantato in un inglese mischiato ad un “codice” universale e ancestrale (“lalalala”), il secondo lavoro de Il Cielo di Bagdad è un percorso intenso, costellato di sonorità ricche di sfumature, nel quale scampanellii e violini danzanti si alternano a echi mediterranei e cavalcate dal passo poderoso.

Il tutto diventa una celebrazione del coraggio di affrontare le gioie e i dolori di tutti i giorni, con la fantasia dei bambini e la forza degli innamorati.

Come quegli eroi che non conosceremo mai e che dinanzi ad un ostacolo hanno sorriso e cominciato a cantare il loro “lalalala, ok!”.

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