Il “coraggio” di Alan Gilbert COMMENTA  

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Nel mezzo della «Nona» di Mahler, il direttore d’orchestra Alan Gilbert non ce l’ha proprio fatta. Ha battuto la bacchetta due volte sul leggio, ha fermato i suoi musicisti, interrotto lo spettacolo, girato la testa verso il pubblico e urlato: «Vuole spegnere quel cellulare?!». Non era la prima volta che Gilbert, Maestro diventato direttore della New York Philarmonic, veniva disturbato da una suoneria. Ma martedì sera era in uno dei santuari della musica classica, l’Avery Fisher Hall del Metropolitan di New York; era lì a dirigere la Nona Sinfonia di Gustav Mahler; in uno spazio dall’acustica perfetta, dove ogni schiarimento di gola viene sentito da tutti i presenti; e poi la suoneria che l’ha interrotto era veramente inascoltabile: una marimba.

Ha finito?», ha chiesto all’uomo seduto nel pubblico che cercava di spegnere l’apparecchio e al contempo di sprofondare nella poltrona. «Aspetteremo…». E ancora: «L’ha spento?». Gilbert ha trovato la solidarietà del pubblico, che ha iniziato a inveire contro lo spettatore distratto: «Mille dollari di multa!», «Cacciatelo via!».

Poi il direttore si è rigirato verso gli orchestrali, si è risistemato il vestito e ha ordinato ai suoi musicisti: «Numero 118!». Ha rialzato la bacchetta e ripreso la Nona dal punto in cui l’aveva interrotta.

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