Il costo che uccide l’utilità: uno studio sull’Alta Velocità COMMENTA  

Il costo che uccide l’utilità: uno studio sull’Alta Velocità COMMENTA  

Alcuni ricercatori del Politecnico di Milano hanno tentato di calcolare il rapporto tra benefici e costi delle tratte ad alta velocità già esistenti in Italia, aggiungendo una tessera al puzzle scomposto della questione No Tav.


La tratta presa maggiormente in considerazione è la prima partita, la Salerno-Torino, operante dal 2006, completata nel 2009.

I risultati sono stati deludenti. E non tanto perché i benefici siano assenti, quanto per il fatto che i costi sono enormemente superiori alla media europea. La spesa folle dovuta a palesi infiltrazioni di gruppi criminali, legalizzati o meno, ammazza l’utilità dei treni.


Saviano ha avvertito nei giorni scorsi le autorità su questo rischio, ricordando che il Piemonte è la terza regione, dopo la Calabria e la Lombardia, per l’entità dell’influenza della mafia calabrese. La battaglia contro la mafia, che nei giorni scorsi ha registrato una clamorosa sconfitta del sistema contro un politico che non nominiamo (DELL’UTRI), non è solo una battaglia contro l’illegalità. E’ anche una battaglia contro l’inefficienza e la scarsa utilità delle infrastrutture dovute a questo fenomeno.


Vittorio Nigrelli

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