Il Cristo “Ritrovato” di Michelangelo al Museo Diocesano COMMENTA  

Il Cristo “Ritrovato” di Michelangelo al Museo Diocesano COMMENTA  

Come l’Uomo Vitruviano, è inscrivibile in un cerchio e un quadro. E’ un opera totale, il “Cristo Ritrovato” di Michelangelo Buonarroti. Da oggi, è eccezionalmente esposto al Museo Diocesano, in Largo Donnaregina. Fino al 12 luglio, questo piccolo ospite illustre arricchirà il panorama artistico partenopeo che, come ogni anno, a maggio svela molti dei suoi tesori nascosti.
Il Cristo di Michelangelo è una piccola opera lignea di 41×39 centimetri, che pochi mesi fa è stata acquisita dallo Stato per 3 milioni e 250mila euro. La statua faceva parte della collezione privata di un antiquario torinese. Una volta scoperta, è stata dapprima attribuita a Michelangelo (per via della somiglianza con un altro Cristo scolpito dall’artista ed esposto nella Chiesa di Santo Spirito a Firenze), ma poi alcuni critici hanno fatto sorgere più di un dubbio sulla sua originalità, scatenando un grande dibattito. La tesi del falso alla fine ha ceduto a quella che attribuisce il Cristo a un giovane Michelangelo, esperto conoscitore del corpo umano. L’opera fu realizzata tra il 1492 e il 1495, e il corpo raffigurato potrebbe essere quello di un giovane morto da poche ore alla cui “autopsia” partecipò lo stesso artista.
Napoli è la quinta tappa italiana del Cristo Ritrovato. Un evento reso possibile dalla collaborazione di Regione Campania e Curia partenopea con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e il Polo Museale di Firenze, dove l’opera approderà definitivamente.
Una gentile concessione al maggio della cultura che ogni anno rispolvera checchie e nuove glorie partenopee.

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