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Qualche anno fa, un giocatore scartato dal Real Madrid arrivò a Milano, non era un campione conosciuto, eppure con la sua dedizione e con il suo attaccamento alla maglia nerazzurra Esteban Cambiasso è divenuto un punto di riferimento per compagni, allenatori e tifosi.

Molti giocatori in questi ultimi anni hanno abbandonato l’Inter, lui è rimasto e ora con Zanetti e gli altri senatori ha il compito di riuscire a ricreare le basi per un nuovo ciclo di vittorie.

In un’intervista alla Gazzetta dello Sport si è raccontato, parlando del prossimo impegno dell’Inter, di Stramaccioni, dei compagni e in generale del mondo del calcio.

Il suo pensiero per il prossimo impegno ? C’è una competizione da onorare, non bisogna prendere alla leggera la partita anche se giustamente l’argentino ricorda, a chi gli parla di uno stadio caldo, che anche il Nou Camp di Barcellona la sera della remuntada non era certo tiepido.

Si continua con Stramaccioni, il giudizio è positivo per tutto quello che ha fatto fino ad ora : “Stramaccioni anzitutto ha carisma.

Non so se sia collegato a qualcosa di specifico tipo il sapere, ma ce l’ha e questo ha creato una sensazione diffusa, che ha fatto sì che lui fosse assorbito in tempi brevi come uno di casa. Uno da Inter”.

Si parla anche di giocatori, e del futuro, come sarebbe Cambiasso come allenatore, molti osservatori hanno sempre affermato che l’arentino è un vero allenatore in campo, ma lui, il diretto interessato ? : “Non so neanche se farò l’allenatore: è una scelta di vita, dovrò pensare anche alla famiglia. Se avessi la garanzia di poter cambiare così poche squadre in così tanti anni, come ho fatto da calciatore, firmerei adesso; ma questa per un allenatore è un eccezione, non la regola”.

Cereda Stefano

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Stefano Cereda 439 Articoli
Laureato in Scienze Storiche all'Università Statale di Milano, relatore in un convegno patrocinato dalla Provincia di Lecco sui 150 anni dell'Unità d'Italia, per il medesimo convegno autore di un saggio sul Risorgimento.