Il debito della pubblica amministrazione verso le imprese ammonta a 70 miliardi

Economia

Il debito della pubblica amministrazione verso le imprese ammonta a 70 miliardi

Corrado Passera
Corrado Passera

Forse sarà vero come sostiene Monti, che l’Italia ha recuperato credibilità a livello internazionale, ma adesso dovrebbe farlo anche al proprio interno. Può essere credibile uno Stato che ha un debito verso le aziende fornitrici che ammonta a 70 miliardi? Il Premier dovrebbe pensarci bene, prima di lasciare che escano fuori proposte come quella ventilata dal ministro Passera pochi giorni fa di pagare le imprese verso cui vanta questo debito con Bot o Btp. Innanzitutto perché metterebbe in ginocchio chi già oggi, per effetto di quelle cifre non riscosse, si trova in grande difficoltà. In secondo luogo perché anche se la proposta fosse accettata (sempre meglio dei titoli che nulla) la conversione dei crediti in titoli di Stato avrebbe un effetto letale sulla posizione debitoria del Paese con un ulteriore rialzo degli spread in caso di immediata liquidazione da parte dei creditori. Come del resto è stato ammesso da un altro ministro, Giarda, il quale ha dovuto convenire che questa ipotesi peserebbe come un macigno sui conti pubblici. Ormai il problema in questione, sta assumendo tinte sempre più fosche. Anche se venisse concessa ai creditori la possibilità di accedere allo sconto bancario, resa ardua dalla mancata certificazione del credito, si manifesterebbe l’emersione di un maggior debito. Stesso ragionamento, va applicato alla conversione dei debiti in crediti d’imposta, strada che il governo sembra intenzionato ad esplorare, dopo aver allungato alle imprese i tempi di pagamento delle cartelle esattoriali. Ma la soluzione definitiva resta comunque lontana e sta aggiungendosi agli effetti della restrizione del credito alle imprese derivante dalla crisi. I 180 giorni con cui i pagamenti pubblici vengono effettuati, quando ciò accade, sono ormai diventati una tagliola per molte imprese. Anche se bisogna registrare differenze marcate tra settori merceologici e regioni: secondo uno studio della Cgia di Mestre, sempre puntuale nelle sue rilevazioni, sui 40 miliardi di mancati pagamenti cumulati dalle Asl, il 70 % sarebbe concentrato al Sud, con la Calabria che stacca tutti in virtù, si fa per dire naturalmente, dei 925 giorni che impiega mediamente, contro i 92 del Trentino, per una media del settore di 299 giorni. Con questo andazzo, ormai gli appalti pubblici si sono trasformati in un affare solo per chi non ha bisogno di pagamenti a breve. E cioè per quelle imprese che servono a ripulire soldi sporchi o possono finanziarsi per vie traverse.

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