Il dentista che uccise il leone Cecil aveva tutti i permessi, non sarà incriminato

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Il dentista che uccise il leone Cecil aveva tutti i permessi, non sarà incriminato

Walter Palmer, il dentista del Minnesota che lo scorso luglio uccise il leone Cecil, simbolo dello Zimbabwe, non sarà incriminato.

A renderlo noto è stato il ministro dell’ambiente di Harare, Oppah Muchinguri-Kashiri, secondo il quale, a valle delle verifiche con polizia e autorità giudiziaria, è emerso che l’americano era in possesso di tutte le autorizzazioni e i permessi del caso. In altre parole, era in condizioni di poter fare ciò che ha fatto.

Palmer aveva attirato il leone fuori dalla riserva rintracciandolo con l’uso di un gps, poi lo aveva ferito in modo grave con un colpo di freccia, riuscendo infine a rintracciarlo e finirlo dopo quasi 40 ore.

L’uccisione in sé e le modalità con cui era stata portata a termine avevano fatto infuriare animalisti, ambientalisti e persone comuni in tutto il mondo, tanto che una petizione lanciata negli USA per consentire l’estradizione di Palmer verso lo Zimbabwe aveva raccolto quasi 200 mila firma in pochi giorni.

Al ritorno a Minneapolis, il dentista aveva trovato continui assembramenti e manifestazioni di protesta presso il suo studio medico, tanto da dover interrompere l’attività lavorativa per più di un mese.

Ora, a calma semi ripristinata, la notizia che arriva dallo Zimbabwe potrebbe riaccendere i riflettori sull’uomo e, con essi, la polemica.

A differenza di quest’estate, però, la situazione è molto diversa, perché il paese dove è avvenuto l’episodio sembrerebbe voler garantire circa la completa legalità dello stesso, liberando Walter Palmer il dentista da ogni accusa.

Su di lui resta il giudizio negativo di molte persone, che potrebbe avere un peso notevole per il prosieguo della sua vita, ma non bisogna dimenticare che, da questa vicenda, potrebbe emergere che, con 55 mila dollari a disposizione (tanto pagò Palmer per la sua battuta di caccia), è possibile andare in Africa e far fuori un leone, anche se sulla effettiva novità di questo punto si potrebbe discutere.

Quasi viene in mente il testo della canzone Countdown To Extinction (“Endangered species, caged in fright / Shot in cold blood, no chance to fight / The stage is set, now pay the price / And ego boost, don’t think twice / Technology, the battle’s un fair / You pull the hammer without a care / Squeeze the trigger that makes you Man / Pseudo-safari, the hunt is canned”). Era il 1992 e persino i Megadeth, gruppo trash metal americano, si scagliavano contro gli pseudo safari.

Chissà se questa canzone l’ha mai ascoltata, Walter Palmer il dentista.

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