Il doppio dramma dei terremotati

Bologna

Il doppio dramma dei terremotati

Non morire ma continuare a lottare per vivere; rischiare di perdere la vita propria e quella del proprio figlio; oppure riuscire a farcela, ma perdere tutto il resto: è il duplice dramma vissuto dagli sfollati. Nel comune di Sant’Agostino, presso il Bosco della Panfilia un uomo ieri sera, ha tentato di togliersi la vita convogliando nell’abitocolo il gas di scarico attraverso un tubo; è uno sfollato della tendopoli di San Carlo. E’ stato trovato in tempo dagli agenti di polizia che stavano effettuando controlli anti-sciacallaggio; poco prima aveva scritto un messaggio alla moglie dicendole che voleva farla finita. E’ stato subito trasportato all’ospedale Sant’Anna di Ferrara ed ora sarebbe fuori pericolo. Martina invece sta ancora lottando in terapia intensiva. La trentottenne di Finale Emilia ha perso il bambino, era incinta di due mesi. Già la prima scossa di domenica 20 maggio l’aveva lasciata in uno stato di ansia che, in seguito poi alla seconda scossa del 29 maggio, è risultata fatale per il bambino.

La sera stessa del 29 era andata al pronto soccorso per poi tornare a casa fuori pericolo e relativamente tranquilla. Ieri mattina stava andando a Finale con il compagno; poi il malore improvviso e il ricovero all’ospedale di Bagiovara. Sta ancora lottando anche Liviana, la donna di Cavezzo estratta viva il 29 dalle macerie della propria casa.

Cecilia Cruccolini

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