Il gatto nero porta sfortuna? COMMENTA  

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Il gatto nero porta sfortuna? Certo che no, ma da dove deriva questa stramba convinzione?  Sicuramente dall’ignoranza, ma se vogliamo dare un perchè alla stupidità possiamo cercare di capire l’origine di questa bislacca credenza.


Qualcuno dice che sono sempre considerati i gatti delle streghe, anzi, che addirittura tali streghe in alcuni momenti di “stregheria” acuta ne prendessero le fattezze e, naturalmente il corvino colore.


Nel medioevo, epoca dell’oscurantismo clericale, di stravaganze poco cristiane se ne sono viste tante. Sembra addirittura che dei papi si siano presi la briga di emettere bolle in cui decretavano la mala sorte dei gatti neri. Papa Gregorio IX, nel 1233, decretò ufficialmente che i gatti neri, come incarnazione del diavolo, dovessero essere sterminati insieme alle loro padrone.


Più tardi, verso la fine del ‘400, Papa Innocenzo VIII scomunicò (?) tutti i gatti. Possedere un gatto veniva considerato dalla Santa Inquisizione come uno dei principali sintomi di pratica di stregoneria. Guai alle donne che venivano sorprese a dar da mangiare ad un gatto. Gatto e gattara finivano sul rogo.

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Inoltre un gatto nero, di notte nelle strade poco illuminate, non si vedeva (ma non si sarebbe visto neanche se fosse stato rosso), solamente gli occhi fosforescenti bucavano l’oscurità. I cavalli delle carrozze si imbizzarrivano e gli stupidi passeggeri attribuivano il contrattempo alla malvagità del povero gatto. Ancora oggi si vedono automobilisti inchiodare le loro auto con brusche frenate quando vedono un gatto nero traversare la strada. Ancora oggi ci sono cretini.

Il gatto è di per se un animale elegante e grazioso, se è nero lo è ancora di più. L’uomo è di per se limitato, se è superstizioso lo è ancora di più.

 

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