Il giornalista Toni Capuozzo a Napoli

Napoli

Il giornalista Toni Capuozzo a Napoli

Il noto inviato di guerra Toni Capuozzo ha presentato in questi giorni, nel salone del Circolo Ufficiali della Marina Militare, il suo ultimo libro, Adios, edito dalla Mondadori editore. L’incontro-convegno con il vicedirettore del Tg5 ha avuto un grande seguito in sala. Nel suo ultimo lavoro, Toni Capuozzo ha raccontato gli esordi nel mondo della carta stampata. Una vita avventurosa come poche: un quadernetto e poi un lungo articolo per Lotta Continua, inviato di guerra nel Nicaragua al tempo della rivoluzione vittoriosa dei sandinisti, a Cuba sotto il regime di Castro, nell’Amazzonia di Fitzcarraldo. E poi tanti programmi in tv: collaborazioni per “Mixer”, “Studio Aperto” e il suo programma d’informazione “Terra”. “Con questo mio libro – ha detto Capuozzo – non voglio far passare nessun messaggio. Voglio solo dire ai giovani di non chiudere gli occhi davanti alla realtà”. E ancora, rivolgendosi ai presenti in divisa, ” Non so nulla di tecnica militare, sono restio ad impararla e non ho una particolare inclinazione alla storia militare, so al massimo qualcosa per quanto riguarda la mia sicurezza personale in teatri di guerra.

Ho poco da spartire con il mondo militare, però quando ho cominciato a seguire le prime missioni, da quelle del Libano, da missione in missione, ho imparato dai fatti e ho visto una cosa semplicissima, gente che va e cerca di assolvere ai suoi compiti nel migliore dei modi. Gente che ha una professionalità sua che a me può sfuggire nei suoi aspetti più tecnici, peculiari e specifici ma che sa fare della professionalità una grande umanità. Se tu vedi che la gente si muove bene, l’ istituzione si muove bene, tu puoi raccontare bene. Sono arrivato ad una sola conclusione: se vedi una cosa cerca di riferirla onestamente. Non partire con un bagaglio di idee che hai prima e poi cercare i fatti. Non ho dimenticato di aver visto uccidere una persona. Da quel momento ho visto crollare molte mie convinzioni. E’ stata una lezione che si è trasferita non solo nella mia sfera professionale.

Giovani colleghi mi chiedono qual è il segreto del giornalista? Essere curiosi. Essere sgombro da pregiudizi, l’unica cosa che bisognerebbe fare non solo nel giornalismo ma sempre nella vita”.

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