Il governo fa marcia indietro sulla esenzione ticket per i disoccupati

Economia

Il governo fa marcia indietro sulla esenzione ticket per i disoccupati

Elsa Fornero
Elsa Fornero

Non si parla più da tempo di introdurre una patrimoniale sulle grandi ricchezze, ma in compenso il governo dei professori non perde occasione per tartassare chi già ha poco o non ha nulla. Come i disoccupati e i loro familiari, per i quali l’esecutivo aveva pensato bene di togliere l’esenzione dei ticket per le prestazioni di diagnostica strumentale e di altre prestazioni specialistiche (mentre sembra che la misura non riguardasse i medicinali, ma solo perché i ticket su di essi sono introdotti e disciplinati dalle Regioni, altrimenti viene da pensare che la mattanza sarebbe stata totale). In pratica sarebbero stati proprio i disoccupati coi loro ricchi emolumenti a finanziare parte della riforma del mercato del lavoro, all’esame del Senato. Secondo la relazione, infatti, la misura ventilata, che è del tutto lecito bollare come odiosa, era legata all’estensione “della platea dei beneficiari dei trattamenti di sostegno al reddito”, nel senso che il taglio sarebbe servito a finanziare l’Aspi, la nuova indennità di disoccupazione.

Per fortuna, il Governo, dopo le reazioni provenienti da molte parti, ha fatto marcia indietro, ma resta l’inquietudine per la totale mancanza di comprensione dei professori verso le categorie più disagiate. Se non ci fosse da piangere, verrebbe da ridere a pensare che in italia, i ricchi diventano sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri, proprio grazie a misure di questo genere, con le quali si vanno a sottrarre risorse a chi non ha neanche gli occhi per piangere, mentre, ad esempio, non si fa nulla per contenere i costi della politica e si racconta agli italiani la barzelletta in base alla quale i partiti chiuderebbero se non ci fossero i soldi pubblici. Considerate le notizie provenienti dal fronte leghista, che raccontano di affitti principeschi pagati dal partito all’ex ministro Calderoli, si capisce come ormai siamo alla vera e propria presa in giro. L’ultima notizia, che del resto era abbastanza nota a chi sa osservare le cose è quella riguardante la disoccupazione: in Italia sono ormai 5 milioni e ben 3 di questi sono disponibili a lavorare, ma non cercano neanche più una occupazione.

Un dato realmente drammatico che fa giustizia di anni e anni di retorica, nel corso dei quali la politica ha usato dati strumentali, senza mai cercare di risolvere il problema.

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