Il grande Lebowski, fotografo dietro le quinte COMMENTA  

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Il grande Lebowski, fotografo dietro le quinte
Il grande Lebowski, fotografo dietro le quinte

Gli scatti di Jeff Bridges in mostra a Bologna.

Lebowski and other big shots”, all’ONO Arte Contemporanea fino al 15 novembre.

L’obiettivo ironico e onesto dell’indimenticabile “Drugo” del Grande Lebowski sbarca a Bologna grazie a la prima esposizione monografica mai dedicata in Europa ad uno degli attori più versatili del cinema americano, premio Oscar nel 2009 per la sua interpretazione in “Crazy Heart”. “Jeff Bridges photographs: Lebowski and other big shots” è una straordinaria raccolta di 60 immagini in bianco e nero scattate dall’attore nel corso di più di trent’anni di carriera che mostrano preziose scene di normalità tra una ripresa e l’altra, pause e chiacchiere tra attori e registi che svelano l’essenza più profonda di cosa significhi fare un film.


Allestita all’interno della galleria ONO Arte Contemporanea, la mostra rappresenta l’occasione di introdursi nei backstage di film come “I favolosi Baker”, “American Heart”, “Texasville”, “La leggenda del re pescatore”, “L’amore ha due facce”, “Il grinta” ed il leggendario film cult dei fratelli Coen “Il grande Lebowski”, attraverso una privilegiata selezione di fotografie scattate dall’attore dal lontano 1976, anno in cui un remake di “King Kong” lo costrinse a girare con una macchina fotografica al collo, risvegliando quello che era stato il suo hobby ai tempi liceali.


Da allora Bridges ha coltivato questa passione all’ombra della recitazione e si è presentato insieme alla sua Widelux F8 con otturatore a scatto ritardato e pellicola allungata su ogni set in cui ha partecipato.

Sono proprio le particolari caratteristiche di questa macchina, tecnicamente imprecisa, che permette di ottenere fotografie con un’apertura fino a 180 gradi, a rendere ancora più soggestive le immagini, permettendo di narrare più storie contemporaneamente attraverso l’esposizione multipla, rendendo le immagini nitide e mosse allo stesso tempo.

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Scatti dalla natura poetica, sempre umana e a tratti malinconica, che sono un riflesso non soltanto della concezione che Bridges ha dell’Arte, ma anche della profondità e la ricchezza delle sue interpretazioni: come attore e come fotografo, il vecchio Drugo Lebowski continua “a prendere la vita così come viene” e usa lo strumento come un mezzo autobiografico.

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