Il “Grillo Parlante”: scatenato contro tutti

Roma

Il “Grillo Parlante”: scatenato contro tutti

Beppe Grillo polemizza ancora: stavolta lo fa ripescando lo scrittore George Orwell , mentre parla di “Istigazione a delinquere” e si scatena via blog usando il solito linguaggio provocatorio e scurrile.

Dopo la lite a distanza con Pier Luigi Bersani , piovono le critiche da oggi da due testate giornalistiche : L’Unità, titola “Le balle di Grillo: l’Aids non esiste”, mentre Il Giornale sbandiera una foto di quando il comico recitava la parte del fascistello in “Scemo di guerra” di Risi : titolo dell’immagine “ Quando Beppe Grillo era fascista”.

Piogge di polemiche anche da vari esponenti della politica italiana, come Veltroni che afferma. “Grillo è l’espressione peggiore della sinistra peggiore” ,“Grillo semina zizzania”, poi è la volta di Eugenio Scalfari, che sulla Repubblica sbandiera : “Peggiore Destra, quella populista, demagogica, qualunquista che cerca un capo in grado di de-responsabilizzarla”. Tutto questo mentre In Emilia Romagna” si starebbe allargando “la frattura tra la base e lo Staff del blogger” compreso un “esposto all’Agcm (Autorità garante della concorrenza e del mercato) degli “epurati” contro la “Casaleggio e Associati”, che possiede il simbolo del Movimento 5 Stelle”.

Grillo prontamente e sempre usando il trito linguaggio da orsolina repressa: “Contrariamente a quanto riportano oggi i giornali il simbolo del Movimento 5 Stelle è registrato a mio nome e non della Casaleggio associati.

Basterebbe una verifica per non fare figure di merda”.

Proprio nel tentativo di difendersi , il leader di 5 stelle scodella la sua conoscenza di Orwell, autore della “rivoluzionaria” Fattoria degli animali : ”Il rito quotidiano dell’Odio da parte di aizzatori di professione nei miei confronti, nei confronti degli appartenenti al Movimento 5 Stelle e dei miei collaboratori sta diventando fragoroso, insopportabile, indecente –. Lo scopo è quello, chiaro, di creare dei mostri da abbattere per mantenere lo status quo”, poi si accanisce contro i suoi detrattori, i quali “non discutono mai nel merito, ad esempio del Programma del M5S, insultano, fomentano con l’obiettivo di isolare, infamare, distruggere”. “E dopo? Cosa verrà dopo? dal tiro al bersaglio metaforico, si passerà a quello reale? L’informazione sta sconfinando in molti casi in istigazione a delinquere, come avvenne negli anni di piombo. Li diffami, li isoli e poi qualcuno li elimina. Ci vediamo in Parlamento. Sarà un piacere”.

Poi nel delirio recitativo, riprende un passaggio di Orwell per intero: “E tutto un tratto afferrò un pesante dizionario di Neolingua della Casta e lo scaraventò sullo schermo.

Questo andò a colpir diritto il naso di Grillo e poi ricadde a terra: la voce continuava inesorabile. Tutti strillavano e battevano furiosamente i tacchi contro il piolo della sedia. La cosa più terribile dei Due Minuti d’Odio non consisteva tanto nel fatto che bisognava prendervi parte, ma, al contrario, proprio nel fatto che non si poteva trovar modo di evitare di unirsi al coro delle esecrazioni”

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