Il Jobs Act in 10 punti COMMENTA  

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Il Jobs Act , fortemente voluto dal premier Matteo Renzi, è stato approvato mercoledì al Senato ed è quindi legge. I sindacati sono sul piede di guerra, ma i cittadini sanno cosa cambierà d’ora in poi? Cercherò di riassumere in dieci punti i contenuti principali della nuova riforma del lavoro:

 

1) Contratti e licenziamenti: Questo è il punto più contestato dato che va a modificare l’articolo 18 sulle tutele dei lavoratori. Viene cancellato per esempio il diritto di reintegro nel caso di licenziamento economico. Per il licenziamento disciplinare si attendono disposizioni verso gennaio-febbraio quando arriveranno anche i decreti attuativi. Entrambi i tipi di licenziamenti però non saranno appellabili.


2) Assunzioni: viene introdotto il contratto a tutele crescenti che va a sostituire i contratti co.co.co. e co.co.pro. L’obiettivo è la riduzione del numero di tipologie contrattuali e delle collaborazioni continuative, cioè del precariato.


3)Flessibilità e controlli: Si accentua la possibilità di cambiamento di mansione e di de-mansionamento  all’interno dell’azienda. Aumenterà il controllo dei lavoratori dentro l’azienda tramite telecamere.


4)Cassa integrazione: Viene eliminata la cassa integrazione in caso di definitiva cessazione dell’attività aziendale. L’obiettivo è favorire il reintegro in altre aziende. Cambieranno i limiti attuali di durata e saranno ridotte le aliquote.

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5)Incentivi: Nasce l’Agenzia nazionale per l’impiego e viene ridotta la burocrazia con l’obiettivo di velocizzare e favorire le pratiche di assunzione di nuovo personale, soprattutto giovane.

6)A.S.P.I.:  Per chi ha più anni di contributi aumenterà la durata del trattamento di disoccupazione, che si vuole estendere anche ai collaboratori.

7)Leggi in tempi più rapidi: Il giorno dopo la pubblicazione in Gazzetta, leggi e relativi decreti delega entreranno subito in vigore.

8)Voucher: I voucher sono un metodo di pagamento per le prestazioni occasionali.Vengono estesi a tutti i settori e rimane un limite annuo di utilizzo, ma l’attuale limite dei 5.000 euro annui potrebbe essere innalzato.

9)Salario minimo: Viene introdotto il salario minimo, per ora solo per un 15% di lavoratori in particolari situazioni, ma in futuro potrebbe essere esteso ad altre categorie.

10)Questione femminile: viene introdotta l’indennità universale di maternità e il diritto di assistenza per le lavoratrici madri, anche qualora il datore di lavoro non versasse i contributi. Parte delle ferie potranno inoltre essere versate a sostegno di figli malati. I contratti di assunzione dovranno essere più chiari ed espliciti, anche al fine di contrastare il fenomeno delle dimissioni in bianco, cioè  dei licenziamenti per le donne incinte o della rinuncia preventiva alla maternità per poter essere assunte.

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