Il leghista Pini utilizzò lo scudo fiscale per far rientrare 400mila euro COMMENTA  

Il leghista Pini utilizzò lo scudo fiscale per far rientrare 400mila euro COMMENTA  

Non si placa la bufera sulla Lega Nord. L’Onorevole Gianluca Pini risulta indagato per appropriazione indebita e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte. Pini avrebbe beneficiato dello scudo fiscale per far rientrare 400.000,00 euro depositati a San Marino nella banca Ibs.

Norma, quella dello scudo fiscale, che lo stesso Pini aveva votato in parlamento. Alla luce dei fatti, non è facile capire perché la norma incontrasse i favori dell’Onorevole.

Il denaro fu successivamente accreditato su un conto aperto presso il Credito di Romagna poi reinvestito in in obbligazione della banca. I pm Sergio Sottani, capo della Procura di Forlì, e Fabio Di Vizio ritengono che quel denaro sia stato sottratto alla Nikenny Corporation, società cui Pini, con il suo 40%, è azionista di riferimento.

La Nikkey è in liquidazione con un’esposizione debitoria, verso l’erario di oltre 2 milioni di euro. Si tratta di versamenti Ires-Irap-Iva, omessi dalla società.

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Pini, nel frattempo, aveva costituito una nuova società, la Golden Choice Europe, cui sarebbe stato trasferito il business dell’impor di caffè dalla Malesia, in precedenza esclusiva della Nikkey. Come riporta il Corriere della Sera “la Nikenny sarebbe stata svuotata da Pini che, secondo uno degli amministratori, avrebbe inviato una raccomandata dichiarando di «togliere a Nikenny il contratto di esclusiva da lui sottoscritto con il fornitore malese», per poi farne l’asset principale della sua nuova società. E così «rendendo difficoltoso – scrive l’Agenzia delle Entrate – il recupero della pretesa erariale». Nikenny, infatti, rischia il fallimento.” Dal canto suo Pini, si è dichiarato parte lesa. Ma l’Onorevole Pini come spiega l’aver usufruito dello scudo fiscale per far rientrare i suoi capitali? Può godere della fiducia chi prima avrebbe nascosto denaro all’estero e poi votato una legge che gli consentiva di far rientrare quei soldi pagando un misero 5% di tasse? Ritiene, l’Onorevole Pini che una cosa del genere sia etico? A quanti, tra quelli seduti sulle poltrone della Camera dei Deputati e del Senato lo scudo fiscale ha fatto comodo? Si trattava davvero di una norma per recuperare denaro per il bene del paese o era l’ennesima legge ad personam?

Vincenzo Borriello

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