Il “Luna Park” dello spreco COMMENTA  

Il “Luna Park” dello spreco COMMENTA  

Prodotte 1000 bottiglie di vino: 750 vengono “riposte” in un magazzino. Affitti pagati per 18 anni in condomini vuoti.

 

Ecco alcuni esempi di come vengono spesi i soldi pubblici in questo periodo di crisi.

 

Ci risiamo con i soliti sprechi. Sembra quasi di essere in un Luna Park, al baraccone del tiro a segno, con il fucile: quello con la canna un po’ storta per non farti centrare il bersaglio tanto facilmente e dopo aver abbattuto 10 barattoli, e aver speso 10 Euro, ricevi un pupazzo da 0,50 centesimi. Nei lavori pubblici funzionana quasi alla stessa maniera. Si spendono milioni per appaltare, comprare, o fare produrre (da qualche azienda “amica”) e per qualche alchimia finanziaria strana le entrate sono minori delle aspettative e in molti casi, non ci sono neppure. O più semplicemente il denaro pubblico viene speso, all’insaputa del cittadino, per lavori, missioni o contributi totalmente inutili. E così che la maggior parte dei nostri soldi vengono ((male)investiti) da Comuni, enti o associazioni. Un giro miliardario perso tra bilanci corretti e ritoccati e sprechi inutili, i quali farebbero innervosire e indignare anche Prodi: l’uomo più flemmatico al mondo.


Ho provato ad esularmi, facendo finta di ritornare da eroe tristemente frastornato sulla nave citata da Walt Whitman “O capitano mio capitano“, ma non è bastato. Allora ho nuovamente grattato la solita crosticina, per vedere come stava la ferita dello sperpero, e vedendola sanguinare inesorabilmente l’ho prontamente incerottata. Ormai sembra una tradizione quella di spendere per cose  futili a tal punto da cominciare a chiedermi ciò sia entrato nella Costituzione senza che nessuno se ne sia accorto. Ecco che allora la giostra del cattivo gusto in questo Luna Park del “Chissenefrega” gira a pieno regime, come sempre, e per chi crede di aver già sentito tutto mi spiace deluderlo con l’aggiunta di qualche piccola informazione.


Agli immigrati clandestini che arrivano sulle nostre coste non assicuriamo solo un letto, un pasto caldo e una coperta ma da buoni italiani andiamo oltre, sino a soddisfarne il costoso vizio del fumo. Già, perché la cooperativa di Lampedusa, denominata Lampedusa Accoglienza, che gestisce i centri di accoglienza dell’isola, ha nel suo bilancio anche il capitolo di spesa per le sigarette, per una spesa annua di 450 mila euro (Circa un anno fa una famiglia dell’isola chiese aiuto alle istituzioni, poiché la pesca era andata male, e il Comune rifiutò motivando che il bilancio era passivo). In fin dei conti non si possono lasciare fumatori accaniti senza una “bionda” -lo comprendo bene io che fumo-, ma andiamo oltre e allacciatevi le cinture per lo straordinario giro sulle Montagne Russe dell’assurdo.

– 55.000 euro spesi per comprare mille bottiglie di vino e ripeto: <<mille!>>. Tutte ovviamente etichettate con il nome di Villa dei Misteri -già il nome incute terrore- della cantina Mastroberardino. 250 di queste costose bottiglie, 55 Euro l’una, sono state omaggiate alle ambasciate e ai consolati sparsi nel mondo mentre le altre 750 sono in un magazzino (non una cantina), probabilmente a invecchiare?  Anche la <<Palazzopoli Veltroniana> -soprannominata così dal momento che è stata ristrutturata quando Veltroni era sindaco-, da il suo contributo alla vergogna: 279 milioni di Euro d’affitto per diciotto anni, per due immobili destinati a rimanere vuoti, inutilizzati. In questo parco dei (non)divertimenti si trova di tutto.


Opportuna anche la spesa della sede consigliare di Napoli (da 100 posti), nel palazzo di via Verdi a pochi passi da Palazzo San Giacomo, costata 34 milioni. L’aula per le assemblee è piccola e scomoda: condizioni che hanno reso inevitabile la scelta di trasferirsi. Questi sono solo alcuni dei tantissimi sperperi a danno del contribuente, da Nord a Sud. Elencarli tutti sarebbe quasi impossibile. Il ventre molle di questo malcostume, quasi sempre agevolato da chi sa e non fa nulla, non gioca a favore di nessuno: se non di quei pochi eletti schierati dalla parte di chi prende senza quasi mai dare. Attenderemo, come sempre fiduciosi, che qualche segnale di buongusto arrivi a spronare il marcio di alcuni personaggi che l’unica cosa che quotidianamente fanno di buono è il nodo della cravatta. Per ora facciamoci un giro sulla ruota panoramica e godiamoci lo spettacolo, il biglietto è gratuito.

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1 Commento su Il “Luna Park” dello spreco

  1. ogni giorno ne scopriamo sempre una nuova….tanti anni fa lavoravo in una coperativa che si occupava anche di assistenza a rifugiati politici africani un ragazzo mi racconto' che lo stato italiano gli pagava l' alloggio e gli studi compresi i libri all'universita' e io lavoravo e studiavo per mantenermi da sola e avevo la sua stessa eta'…erano gli ani 80 spero ora le cose siano migliorate ma dal suo articolo non credo proprio…..siamo italiani e questo è il nostro bel paese….che tristezza…

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