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IL MARMO DI BACCO
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IL MARMO DI BACCO

Nel mondo antico la scelta dei marmi non era casuale, non era dettata solo da motivi economici, o dalla disponibilità offerta dal luogo. Per un impero grandioso come quello romano, l’offerta di lapidei era davvero ampia, poteva contare sulle cave di territori molto distanti e diversi tra loro. Inoltre il trasporto dei marmi permetteva di bilanciare le navi, “fare zavorra”, diventando una necessità funzionale alla navigazione stessa. Simbologie legate ai colori o alle caratteristiche dei materiale si intrecciano, determinando la preferenza per determinati litotipi piuttosto che per altri.

Noto è il caso del porfido rosso antico, elevato a rango di marmo imperiale, per la simbologia insita nella sua colorazione purpurea, pigmentazione pregiata associata al potere. Il futuro imperatore nasceva in una stanza di porfido, detto appunto “il porfirogenito”, e moriva in un sarcofago dello stesso materiale.

Anche il Rosso del Tenaro assume nel mondo romano un ruolo ben specifico, in virtù della sua colorazione e della simbologia ad essa associata.

Si tratta di un calcare pigmentato dalla colorazione rosso scura, dovuta a soluzioni ematitiche, che ricorda le tinte del vino. Per questo venne utilizzato per molte statue raffiguranti Bacco, dio della natura selvaggia, del vino e dell’ebbrezza, e per fauni.

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