Il massacro dei minatori di Marikana COMMENTA  

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Marikana – Lavorano nelle miniere della Lonmin Plc per 400 euro al mese. Estraggono un metallo prezioso come il platino e a loro restano meno che le briciole. Questi sono i motivi che hanno portato i minatori a scioperare a Marikana, nel Sudafrica. La risposta della polizia, evidentemente serva di chi ha soldi e potere, è stata quella di aprire il fuoco com armi automatiche, contro chi sta lottando per la sua sopravvivenza. È vero, i minatori erano armati di maceti arrugginiti e lance spuntate. Questo non basta a giustificare il massacro di ieri. Sul suolo sono rimasti in terra 36 cadaveri, tutti minatori. 36 vittime che vanno ad aggiungersi alle 10 di domenica scorsa (in quel caso furono uccisi anche due poliziotti). Alla guida dello sciopero c’è un sindacato, l’Amcu. La richiesta è di un salario maggiore, circa1200 euro (tradotto nella nostra valuta). La risposta della Lomin è stata: interrompete lo sciopero o saranno licenziato 3000 minatori. Una presa di posizione inaccettabile per chi si spacca la schiena nelle miniere, rischiando di morire, per permettere ai signori della Lomin di fare la bella vita.

Vincenzo Borriello

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