Il Milan dei trequartisti: dopo Honda, ecco Taarabt

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Il Milan dei trequartisti: dopo Honda, ecco Taarabt

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Seedorf l’aveva detto: il Milan giocherà con la mentalità offensiva che da sempre ha caratterizzato la sua storia. Non ci aveva detto, però, che avrebbe schierato in campo 11 trequartisti/esterni. I rossoneri sono infatti pieni zeppi di giocatori in fotocopia, là davanti: se da un lato manca totalmente la difesa ed il centrocampo, dall’altro in attacco i giocatori tesserati fra agosto e gennaio dovranno fare a botte per giocare. Honda è appena arrivato e già rischia la tribuna, dopo aver dato un saggio della sua inutilità (esotica, ma pur sempre inutilità): d’altronde si sapeva, il giapponese è stato portato a Milano per una nuda e cruda questione di marketing.

E gli altri? Kakà è l’unico sicuro del posto, nonostante stia evidentemente patendo la fatica dello sbattimento di chi attacca e pressa, che non si addice ad un 32enne. Montolivo oramai è stato retrocesso davanti la difesa: tanto gioca male in entrambi i ruoli.

Robinho? Beh, il brasiliano continua a passare le giornate fra Playstation e saudade. Poi c’è El Shaarawy: lui è un discorso a parte, dato che è ancora out per la frattura del piede causatagli da Zapata in allenamento. Infine Birsa, su cui non vale la pena spendere parole. E Saponara, che non si sa che fine abbia fatto.

E adesso arriva Taarabt, 24enne in prestito con diritto di riscatto fissato a 7 milioni. Viene al Milan, come lui stesso ha dichiarato, per spalancarsi le porte del Real o del Barcellona: quando si dice attaccamento alla maglia. In quanto a colpi di testa non è secondo neanche a Balotelli: una volta, sostituito, uscì dallo stadio in tuta e tornò a casa in autobus, fra lo sconcerto dei tifosi. Taarabt viene al Milan con la scomoda etichetta di “nuovo C. Ronaldo”: l’ultimo cui la affibbiarono fu Quaresma, e la sensazione è che Taarabt non farà una fine migliore.

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