Il mito di Attis e la Pasqua – Quarta Parte: Sanguem e Hilaria

Storia

Il mito di Attis e la Pasqua – Quarta Parte: Sanguem e Hilaria

Al centro dei riti misterici c’era Attis. Le celebrazioni cominciavano il 15 marzo con la processione detta Canna intrat (“Entra la canna”), dove i cannofori portavano al tempio dei fasci di canne a ricordo dell’esposizione di Attis bambino in un canneto. I sette giorni successivi erano di penitenza, indicati come Castus Matris (“Digiuno della Madre”), dopo di che il 22 marzo si svolgeva l’Arbor intrat (“Entra l’albero”), simboleggiante la morte di Attis: nel tempio veniva portato tra ali di palme un tronco di pino, personificazione del dio, fasciato con bende sacre rosso sangue ed agghindato con fiori e strumenti musicali. Il 24 era il Dies Sanguinis o semplicemente Sanguem perché l’arcigallo, il gran sacerdote, per compiangere la morte del dio si flagellava a sangue, il quale veniva poi sparso sul tronco, mentre il resto dei sacerdoti si impegnava in danze frenetiche che comportavano il ferimento con spade. Giunta la sera il pino veniva sepolto nel sotterraneo del tempio da cui sarebbe stato rimosso solo l’anno seguente, la notte era di veglia. Il giorno seguente era il giorno della resurrezione del dio, l’Hilaria; un corteo festante portava in giro per la città le statue di Cibele e di Attis. Il 26 era dedicato all’assoluto riposo, la Requetio, mentre il 27 si eseguiva la Lavatio, la statua della dea veniva immersa nelle acque del fiume Almone, dove l’arcigallo la lavava per poi asciugarla e cospargerla di cenere, come simbolica purificazione che sanciva la fine delle celebrazioni.

Qui le parti precedenti:

http://cultura.notizie.it/il-mito-di-attis-e-la-pasqua-prima-parte-cibele/

http://cultura.notizie.it/il-mito-di-attis-e-la-pasqua-seconda-parte-attis/

http://cultura.notizie.it/il-mito-di-attis-e-la-pasqua-terza-parte-la-dea-straniera/

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