Il mito di Attis e la Pasqua – Quinta parte: Cibele, Attis e la Pasqua

Storia

Il mito di Attis e la Pasqua – Quinta parte: Cibele, Attis e la Pasqua

Il periodo di festa terminava ufficialmente il 28 marzo con la cerimonia di iniziazione ai misteri di Attis, praticata in un tempietto frigio situato fuori le mura cittadine, sul colle Vaticano. Tutto questo lungo rito simboleggiava molto probabilmente l’arrivo della primavera, con Attis a raffigurare la vegetazione che rinasce dopo morta nell’eterno ciclo della natura (la Magna Mater). Si possono notare d’altronde molti punti in contatto con il triduo pasquale cattolico: il dio morto (crocifisso ad un albero tra l’altro) poi sepolto e infine risorto la cui madre rimase vergine, la sofferenza della madre, il periodo di penitenza precedente che ricorda la quaresima, l’arrivo del dio al tempio tra le palme, la veglia funebre in attesa della resurrezione, ed altro. Anche ai primi grandi teologi cristiani come Sant’Agostino e Tertulliano non sfuggirono queste similitudini. E’ molto probabile quindi che si è “preso spunto” dalla festa di Cibele e Attis quando si trattò di stabilire il canone delle celebrazioni pasquali durante gli anni di affermazione della Chiesa di Roma nell’Impero Romano.

Qui le parti precedenti:

http://cultura.notizie.it/il-mito-di-attis-e-la-pasqua-prima-parte-cibele/

http://cultura.notizie.it/il-mito-di-attis-e-la-pasqua-seconda-parte-attis/

http://cultura.notizie.it/il-mito-di-attis-e-la-pasqua-terza-parte-la-dea-straniera/

http://cultura.notizie.it/il-mito-di-attis-e-la-pasqua-quarta-parte-sanguem-e-hilaria/

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