Il monello di Renzi

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Il monello di Renzi

Il buon Renzi nell’ultimo periodo sembra come un sassolino in uno stivale da fantino: troppo pungente per sopportarlo ma tanto difficile da togliere per il timore che lo stivale, dopo una giornata intera passata in piedi, non riesca più ad essere calzato quindi quel fastidioso pungolare va sopportato. Attualmente sembra il Lucignolo della politica. Dalla bacchettata arrivatagli da Napolitano solo l’altro giorno per la sua costatazione tecnica, in cui il sindaco di Firenze esordiva con: “La chieasa ha scelto con maggior velocità il proprio leader“, al contrasto che è nato con il quotidiano di sinistra L’Unità, per via delle parole dette dal fedelissimo di Renzi, Matteo Richetti, il quale ha chiesto le dimissioni di Claudio Sardo, direttore dello stesso giornale. Anche il <<No di Renzi al Governo Bersani>> ha infiammato le polemiche con quella frase in prima pagina. <<Povero Matteo, vedi che succede a essere sincero? Sei addirittura rimproverato dallo stesso giornale che poco tempo fa, dandoti del “fascistoide”, ti fece diventare una vittima pre elettorale>>.

Poco importa a chi ha già vinto, anche se non solo in politica: alla Ruota della Fortuna di Mike Bongiorno, nel 1994, Matteo vinse 48milioni di lire per cui la fortuna non gli manca.

Adesso Renzi, oltre ad avere i sondaggi dalla sua, -ieri la Swg segnalava una fiducia in lui al 56% mentre Bersani era al 29 (centrosinistra al voto con lui 36%, con Bersani 28) il consenso intorno a lui cresce, anche nel Pd- si sente abbandonato e sconcertato da Bersani. Sarebbe come se un vacanziere a bordo di una nave durante una crociera, passando accanto a un’isola piccolissima, scorgesse un naufrago magro, con la barba lunga, visibilmente deperito e senza compagnia: facendo sentire il crocerista più solo e sfortunato del povero isolato. <<Abbandonato!>>, ecco come si sente il sindaco di Firenze.

C’è però un dubbio maggiore, un’amante scomodo e quanto mai probabile: Berlusconi! Sembra che un possibile tradimento da parte dell’amato Bersani sia in atto, o forse no…[…]…? A destare il sospetto di Renzi è stata una semplice colazione fatta in “intimità” alla Galleria Colonna, di Roma, la mattinata del 23 marzo tra Denis Verdini, plenipotenziario berlusconiano, e Ugo Sposetti: leggendario ex tesoriere e stratega economico del Pd, oltre a essere l’uomo delle mission impossible, ovvero delicate.

I due, seduti assieme allo stesso tavolino, sembravano tessere lodi d’amore, secondo Renzi, il quale conosce bene le mansioni del fiorentino Verdini. Tra una sgridata e un voltafaccia ieri Matteo è andato ai microfoni di Radio105 <<Come se quel suo urlo nel silenzio dovesse indurre gli altri “due” a comprendere che lui sa!>> “O Bersani riuscirà a spaccare i 5 Stelle oppure farà un accordo con il Pdl. Si stanno parlando: Migliavacca ha parlato più volte con Verdini…” (quindi oltre a Sposetti anche Migliavacca ha parlato con Verdini) ha detto Renzi davanti ai microfoni dell’emittente milanese, vestendo un jeans, una camicia e un maglioncino: proprio come un deejay anni novanta.

Infine il Renzi, ormai diventato “in nazionale“, termina il suo discorso con una logica che non fa una grinza: “Se proprio si deve parlare di alleanza col Pdl, Berlusconi si fida molto di più di Bersani o D’Alema che dei nuovi del Pd.

Si conoscono da tempo, è più facile che trovino un accordo tra loro…”. Quel dubbio è come un amo da pesca conficcato nei pensieri del monello fiorentino, che ultimamente ha preso il posto nell’odience al chiassoso Grillo pre elettorale; benché il sindaco non urli a migliaia di persone in piazza, è riuscito a farsi biasimare da tutti forse abusando nel dire Maremma…(…)...? Vedremo se la visione renziana avrà la logica premonitoria da lui detta. Staremo a vedere dove si siederanno i futuri capi di Governo, anche se un’alleanza tra Bersani e Berlusconi ha più il gusto letterario dei Ladri di Pisa che un accordo politico fatto pur di governare e by-passare il problema Grillo e dei suoi quasi 8milioni e mezzo di voti.

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