Il Papa: ‘Basta muri contro gli immigrati, e no alle bombe per fermare l’Isis’

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Il Papa: ‘Basta muri contro gli immigrati, e no alle bombe per fermare l’Isis’

Il Papa, come di consueto non ha voluto mancare all’appuntamento con l’intervista dei cronisti, durante il volo che da Philadelphia lo sta riportando a Roma, dopo una settimana di passione, tra Cuba e Usa, dove ha incontrato milioni di fedeli, Raul e Fidel Castro, Obama e il congresso Usa.

Nel corso dell’intervista ha parlato del problema dei migranti, della sua agognata visita in Cina, e del bombardamento in Siria.

‘ I muri prima o poi crollano, crollano tutti, non sono la soluzione’ ha detto il Papa ai cronisti che gli chiedevano cosa pensasse a proposito delle barriere in filo spinato erette nei paese dell’est Europa per arginare il fenomeno della migrazione. Secondo il Papa i muri fomentano solo odio e violenza.

Bergoglio ha raccontato poi le emozioni del suo primo viaggio negli Usa: ‘È la prima visita, non ero mai stato qui. Mi ha sorpreso il calore della gente, tanto amabile, una cosa bella, e anche le differenze tra Washington, con un’accoglienza calorosa, ma un po’ più formale, e New York, un po’ straripante, e Filadelfia, molto espressiva.

Sono molto colpito dalla bontà e dall’accoglienza e nelle cerimonie religiose anche dalla pietà, si vedeva pregare la gente. Grazie a Dio è andato tutto bene, nessuna provocazione, nessun insulto, nessuna cosa brutta. La sfida: dobbiamo continuare a lavorare con questo popolo credente come abbiamo lavorato fino adesso, accompagnando il popolo nella crescita, nelle sue cose belle e nelle sue difficoltà, nella gioia e nei momenti brutti, quando non c’è lavoro, nella malattia. La sfida della Chiesa di oggi è quella di sempre: essere vicina al popolo degli Stati Uniti, non staccata dal popolo, ma vicina. E questa è una sfida che la Chiesa degli Stati Uniti ha capito bene’.

Il Papa ha anche criticato aspramente la soluzione militare adottata dagli inglesi per stanare l’Isis: ‘Ho avuto la notizia l’altro ieri, non conosco ancora bene la situazione. Quando sento la parola bombardamento, morte, sangue, ripeto quello che ho detto al Congresso americano: bisogna evitare queste cose.

Ma la situazione politica non la giudico perché non la conosco’.

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