“Il Paradiso è reale e io l’ho visto”, racconta uno scienziato COMMENTA  

“Il Paradiso è reale e io l’ho visto”, racconta uno scienziato COMMENTA  

E’ l’ora di cena a cada di Alexander, nel Lynchburg, Va.

Holley Alexander sta servendo il pollo al curry al figlio 14 enne Bond che è affamato dopo una partita di calcio e al padre, Eben Alexander, che sprona la famiglia a pregare. In questa famiglia recitare le preghiere è ogni volta differente, anche perché questa famiglia è stata segnata da un miracolo della medicina o forse qualcosa in più.


In un’intervista a “Nightline” al co- conduttore Terry Moran, Alexander ha detto : “Sembra impossibile che tutto questo sia successo, sia realmente successo”.

Alexander è un neurochirurgo di Harvard che è quasi morto 4 anni fa quando una terribile meningite lo ha colpito portandolo a uno stato di coma per lunghe settimane. Il suo cervello, o meglio le parti del cervello che rispondono alla memoria, i pensieri, la comprensione non funzionavano più. I medici gli hanno dato poche settimane di vita e qualora fosse sopravvissuto avrebbe avuto danni irreparabili al cervello per il resto della sua vita.


Holly Andersen ha raccontato che “le infermiere giungevano in camera sua, per vedere le sue pupille, ma era come se fossero morte, spente, come se nessuno fosse presente. E’ come se lui non ci fosse stato”.

Contro tutti i pronostici, uan settimana dopo Alexander si è risvegliato e pensa che Holly avesse ragione: lui non era lì. Dato che il suo coma era profondo, evidentemente il suo cervello ha danneggiato solamente le parti più primitive che stavano lavorando. Alexander ha affermato di aver vissuto qualcosa di straordianrio: un viaggio in Paradiso.


“Alexander ha detto: “Questa è l’esperienza che il mondo mi ha mostrato. Del periodo in cui ero in coma mi ricordo che non riuscivo a comunciare, che i miei ricordi erano scomparsi. Ricordo che non avevo consapevolezza del mio corpo, che mi sembrava essere qui da molto tempo, addirittura anni”.

“Sono stato salvato da questa brillante, bianca luce che aveva una melodia, una bellissima melodia che mi ha condotto in una grande vallata, una vallata verde con i fiori che stavano sbocciando e un mondo ricco, incredibile, ricco di una grande complessità”.

Ha anche detto che c’era una donna che viaggiava tra il tempo e lo spazio su un’ala di farfalla e che gli ha dato un messaggio da portare sulla terra.

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“Lei mi ha guardato e i concetti erano così chiari nella mia mente: “Tu sei amore, tu sei benedetto, non c’è niente di cui tu debba aver paura, non c’è niente che tu possa sbagliare”, ha detto.

Dio era presente come segno di amore e Alexander capiva Dio attraverso quest’aura di luce, quasi necessaria per portare in quel messaggio l’incredibile e il divino.

Gli è stata mostrata una foto della sua famiglia biologica, essendo lui adottato, dove ha riconosciuto la sorella  che aveva visto nel Paradiso e che non aveva mai visto e conosciuto prima.

“Ho guardato quella foto e mi sono reso conto che il mio angelo custode era su quell’ala di farfalla. E’ stata l’esperienza più profonda che abbia mai vissuto in vita mia”.

Sicuramente, molti hanno definito questa esperienza ccome  se fosse stata un’allucinazione, ma non lui. “So che questa non è un’allucinazione, non è un sogno. So che è realmente successo ed è successo fuori dal mio cervello”.

E’ stata un ‘esperienza che ricorda la morte, come quella che succede a molti altri, ma Alexander l’ha sperimentata scientificamente. Nel suo nuovo libro “La prova del Paradiso” elabora e sperimenta varie ipotesi riguardanti il fatto che avrebbe potuto non succedere. Ha raccontato che è scientificamnete provato che il suo cervello potrebbe non aver prodotto le immagini o le idee che lui ha sperimentato o ricordato.

“Se mi avesse chiesto prima del coma: “Per quanto tempo una persona che è in coma da più di una settimana con una meningite batteriale grave, con un livello di zucchero pari ai 60 – 80 e con una brutta meningite, sarebbe scesa a 20, mentre nel mio caso a 1, solo per far capire quanto fosse grave. Se mi avesse chiesto quanto o cosa può ricordare avrei risposto: “Nulla, in quanto la gravità della meningite avrebbe evitato allucinazionui, sogni, perché tutto ciò richiede un grande ammasso di corteccia cerebrale”.

Lui è sempre stato scettico, ma ora non lo è più, in quanto ha la “prova del Paradiso”.

“Per me è molto più chiaro che il miglior modo per guardare a tutto ciò è rendersi conto che la coscienza esiste in varie forme, libere e indipendenti dal cervello, che centra con l’eternità delle nostre anime e con il fatto che la nostra consapevolezza, la  nostra coscenza, la nostra anima, il nostro spirito, non dipendano dall’esistenza del cervello nel mondo fisico. Il nostro cervello è libero a una conoscenza più elevata quando noi siamo fuori dal nostro corpo”.

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