Il Parco fluviale ha un nuova casa: la “Casa del fiume” COMMENTA  

Il Parco fluviale ha un nuova casa: la “Casa del fiume” COMMENTA  

Cuneo – Dallo scorso weekend il Parco fluviale Gesso e Stura ha una casa: la “Casa del Fiume”. Sarà una casa della natura e di tutti coloro che dalla natura, e per la natura, vogliono imparare, un centro di educazione transfrontaliero, pensato in primis per tutti i bambini e i ragazzi, oltre 6000 l’anno, che al Parco vanno a svolgere attività didattica o partecipano a workshop e laboratori. Ma sarà anche il luogo per accogliere corsi e attività dedicate alla biodiversità e alla sostenibilità ambientale, di cui il centro stesso è una sorta di manifesto.

La Casa del Fiume, che è stata inaugurata lo scorso weekend, sorge a Cuneo in via Porta Mondovì 11a, nella zona piscina-impianti sportivi, ed è stata realizzata dal Comune di Cuneo e dal Parco fluviale Gesso e Stura nell’ambito del Piano Integrato Trasfrontaliero (P.I.T.) “Spazio Transfrontaliero Marittime-Mercantour: la diversità naturale e culturale al centro dello sviluppo sostenibile ed integrato”. Un progetto europeo che il Parco fluviale sviluppa insieme al Parc National du Mercantour, al Parco Naturale delle Alpi Marittime e altri partner italiani e francesi. Il Parco fluviale è stato individuato come capofila del progetto Educazione “Creare oggi i cittadini dell’Europa di domani:” e proprio in questo ambito è stata realizzata la Casa del Fiume, per una spesa complessiva di 850 mila euro, di cui 500 mila finanziati dalla Comunità Europea, 200 mila dalla Regione Piemonte e 150 mila dal Comune.

“Una struttura importante per il Parco e per tutta la città – ha detto il Sindaco di Cuneo Federica Borgna subito dopo il taglio del nastro -, che si arricchisce così di una tassello prezioso, messaggio concreto della filosofia del Parco”.

Con la Casa del Fiume il Parco e la città si dotano in effetti di una struttura permanente che mancava e che diventerà il centro di molte delle attività didattiche, a due passi dall’altro fulcro della didattica del Parco: l’orto, e ricreative dell’area protetta. Il Centro è stato ideato e progettato per essere completamente integrato nel paesaggio, in modo che edificio e ambiente esterno si propongano come un’unica esperienza didattica. L’interno, che ha una superficie di oltre 400 m2, è composto di aule per la didattica, laboratori, uffici e depositi ed è collegato con la parte esterna da un porticato. Il giardino esterno, di oltre 5000 m2 di estensione, è diviso in tre parti che vogliono raccontare gli ambienti del Parco stesso: greto, fiume e bosco. A permettere un completo inserimento nel paesaggio, il tetto verde, un vero e proprio giardino praticabile e da cui è possibile di godere di una prospettiva completamente diversa. Ad elevata inerzia termica ed isolamento termo-acustico, oltre ad ampliare le possibilità di fruizione degli spazi verdi, consente di trattenere dal 50% al 70% dell’acqua piovana. Sempre nel giardino sorge quello che è il vero segreto del centro: l’apiario didattico. Si tratta di un’area di oltre 2000 m2 in cui è stato realizzato un piccolo edificio destinato ad ospitare scolaresche per l’ osservazione delle api nelle arnie posizionate su un lato. “Si tratta di una struttura separata – ha spiegato l’Assessore al Parco fluviale Davide Dalmasso -, con una stanza sistemata come se fosse un vero alveare, con tanto di cellette, dove i bambini possono immaginare di essere api. C’è poi una seconda sala con una vetrata oltre la quale sono posizionati gli alveari: con una telecamera i ragazzi possono vedere all’interno delle arnie ed osservare l’attività delle api. Per laboratori specifici c’è anche la possibilità di entrare nella sezione delle api con speciali tute protettive”.

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La Casa del Fiume è inoltre manifesto di sostenibilità: tutto il complesso è stato progettato e realizzato in modo da raggiungere livelli elevati di sostenibilità energetica e risparmio delle risorse. L’autonomia energetica dell’edificio, sfruttabile anche a fini didattici, ha indirizzato diverse scelte impiantistiche e strutturali, quali la scelta di produrre calore attraverso un impianto geotermico sfruttando con una pompa di calore la differenza di temperatura del suolo e degli ambienti, la realizzazione di un impianto fotovoltaico capace di coprire l’intero fabbisogno energetico dell’edificio, sia per la produzione di calore sia per la forza motrice ed illuminazione, e la messa a punto di un sistema di uso e riciclo dell’ acqua.
“È stato fatto un lavoro davvero prezioso, a servizio della città e del Parco, e che in un momento come quello che stiamo attraversando prende un significato ancora più pregevole. Il mio grazie di cuore va a tutti coloro che hanno permesso la realizzazione di questo progetto e che hanno speso ore e passione per renderlo possibile” ha concluso Dalmasso.

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