Il Parlamento mangia e beve, alla faccia della crisi COMMENTA  

Il Parlamento mangia e beve, alla faccia della crisi COMMENTA  

Non è passato molto tempo dal discorso pronunciato dalla Presidente della Camera Laura Boldrini in occasione dell’insediamento del Governo. In quella circostanza la Boldrini ha ripetuto più volte che il filo conduttore della legislatura Letta sarebbe stata la sobrietà. A distanza di qualche mese, guardando le voci di alcune spese nel bilancio ci si accorge che tra il dire e il fare, anche stavolta c’è di mezzo il mare. Prendiamo ad esempio la voce “ristorazione” e confrontiamola con i primi mesi del 2012: c’è un sostanziale aumento di spesa per la ristorazione, che passa da 1,7 milioni di euro a 4,2 milioni di euro.


Alcune ditte se ne avvantaggiano in particolare: per il consumo di caffè aumentano gli ordini ai bar nei dintorni delle Aule di Camera e Senato, così come si registra un’impennata nel consumo di cioccolato.

Sono aumentate anche le forniture di alcolici, in particolare birre e vini, che passano da 17.000 euro circa a 25.000 euro. Va molto forte anche il consumo di carne, con un incremento di vendite da parte della ditta Cremonini che rifornisce le Camere.

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