Il partito dell’amore non rispetta neanche i morti COMMENTA  

Il partito dell’amore non rispetta neanche i morti COMMENTA  

Oscar Luigi Scalfaro
Oscar Luigi Scalfaro

Quanto è successo a Bologna, meriterebbe un minimo di riflessione su cosa sia diventata la politica dalla discesa in campo di Silvio Berlusconi. Infatti, al momento di leggere le motivazioni per le quali è stato deciso di dedicare un minuto di silenzio in memoria del defunto ex Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro, il PDL ha lasciato l’aula del consiglio comunale di Bologna e fatto ritorno solo all’inizio del minuto di silenzio, senza occupare i banchi e restando ai margini dell’aula. Il capogruppo Pdl Marco Lisei ha voluto così giustificare le ragioni del gesto: “Eravamo in aula per rispettare la morte dell’uomo, ma non nei banchi per esprimere tutto il nostro dissenso nei confronti del suo operato come presidente della Repubblica. Nella vita bisogna essere coerenti e sarebbe ipocrita esaltare oggi quello che sino a ieri hai criticato e stigmatizzato con forza”.

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Due considerazioni a margine: la prima è che nessuno avrà rimpianto la mancanza di queste persone. La seconda, appunto, sullo stato della politica in Italia: quello che si autodefinisce il partito dell’amore, non è capace neanche di esprimere un atto normalissimo come il rispetto per la morte di un avversario politico nonostante i patetici distinguo.

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Se si pensa che in un momento di grande divisione come quello esistente ai tempi della Guerra Fredda, Almirante andò ad omaggiare la salma di Enrico Berlinguer, ci sarebbe da dire che come Italiani non sappiamo che farcene dell’amore di questi signori.

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