Il patrimonio artistico e le centrali a biomasse: scontro in Toscana

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Il patrimonio artistico e le centrali a biomasse: scontro in Toscana

SanGalgano

La Toscana è una delle regioni italiane più note in tutto il mondo per l’impareggiabile patrimonio artistico e culturale che tutela; ma, a volte, le diverse esigenze della politica rischiano di mettere a rischio una delle ricchezze maggiori non solo di questa regione, ma della penisola tutta.

In questi giorni infatti ha fatto molto parlare la campagna di volantinaggio portata avanti dalla cittadina di Chiusdino, che si trova in provincia di Siena. Questo luogo è noto per ospitare l’abbazia cistercense di San Galgano, dove è conservata quella che, per tradizione, è chiamata “la Spada nella Roccia”. Intenzione dell’amministrazione è di candidare il sito presso l’UNESCO come patrimonio dell’umanità.

Ma questa iniziativa potrebbe essere fortemente danneggiata dalla decisione del vicino comune di Monticiano di inaugurare nel suo territorio una centrale a biomasse: vale a dire uno stabilimento in cui i residui legnosi, come la sansa e il legno vergine, vengano riutilizzati per produrre energia termoelettrica.

Sandra Becucci, sindaco del comune di Monticiano, difende la decisione dicendo che la centrale porterà ad un enorme risparmio, senza avere alcun impatto ambientale: ma non la pensa così invece Luciana Barletti, sindaco di Chiusdino, che ha inviato una lettera a tutti i cittadini dei dintorni, lettera che è stata fotocopiata e affissa in numerosi luoghi pubblici, per denunciare il fatto che invece l’apertura di una centrale a biomasse, oltre all’impatto ecologico, non ancora ben chiaro, potrebbe danneggiare irrimediabilmente il territorio, che vive principalmente di turismo.

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